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	<title>Smartphone &#8211; Telefonini</title>
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	<description>Cellulari, Smartphone, Applicazioni, Accessori, Giochi</description>
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		<title>Come proteggere lo smartphone in spiaggia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 17:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate è alle porte e, con essa, un pericolo incombente: il rischio che il nostro amato smartphone subisca dei danni a causa del caldo, della sabbia, del mare e di tutte le bonarie intemperie cui sarà presumibilmente sottoposto. Ma cosa si può fare per evitare guai peggiori? La cosa fondamentale è, intuibilmente, cercare di adottare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;estate è alle porte e, con essa, un pericolo incombente: il rischio che il nostro amato smartphone subisca dei danni a causa del caldo, della sabbia, del mare e di tutte le bonarie intemperie cui sarà presumibilmente sottoposto. Ma cosa si può fare per evitare guai peggiori?<span id="more-5401"></span></p>
<p>La cosa fondamentale è, intuibilmente, cercare di adottare una serie di utili precauzioni. In particolare, risulta essere utile evitare di utilizzare lo smartphone alle alte temperature, e dunque sotto la luce del sole. Se vi dimenticate lo smartphone sull&#8217;asciugamano, evitate di utilizzarlo subito, ma lasciatelo al fresco per qualche tempo.</p>
<p>Una utile precauzione è inoltre rappresentata dalle sacche protettive, che tutelano gli smartphone da sabbia e dagli schizzi d&#8217;acqua salata: l&#8217;utilizzo è semplice (è sufficiente inserire il telefono dentro la bustina e utilizzarlo senza alcun timore) ma fate attenzione ad acquistarne uno compatibilmente con il vostro smartphone e, soprattutto, di ottima qualità (le marche più scadenti non assicurano una protezione al 100%).</p>
<p>Infine, ricordate che dopo una giornata di sole e di mare è fondamentale pulire a fondo lo smartphone, rimuovendo eventuali residui di sabbia e di salsedine da tutti i piccoli fori (come il jack per le cuffie e le porte usate per la ricarica). Potete aiutarvi con un panno in microfibra per un lavoro di rilievo.</p>
<p>E voi come mantenete al sicuro il vostro smartphone durante l&#8217;estate?</p>
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		<title>Salute mentale, come migliorarla con lo smartphone</title>
		<link>https://www.telefonini.com/salute-mentale-come-migliorarla-con-lo-smartphone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 07:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Telefonini]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È possibile migliorare la salute mentale con pochi minuti di esercizi dettati dallo smartphone: a sostenerlo una recente ricerca della Nortwestern University, pubblicato dal Journal of Medical Internet Research, basato su una piattaforma integrata con 13 app, ognuna delle quali dedicata a un preciso aspetto, dall&#8217;ansia alla depressione. La piattaforma, chiamata IntelliCare, è stata testata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È possibile migliorare la salute mentale con pochi minuti di esercizi dettati dallo smartphone: a sostenerlo una recente ricerca della Nortwestern University, pubblicato dal Journal of Medical Internet Research, basato su una piattaforma integrata con 13 app, ognuna delle quali dedicata a un preciso aspetto, dall&#8217;ansia alla depressione.<span id="more-5253"></span></p>
<p>La piattaforma, chiamata IntelliCare, è stata testata su un campione di 100 persone che avevano sintomi di ansia o di depressione. Dopo una telefonata iniziale con un coach, finalizzata a imparare a usare la piattaforma, ai soggetti coinvolti nel campione è stato chiesto di utilizzarla per circa due mesi.</p>
<p>&#8220;Dopo otto settimane di utilizzo delle app diverse volte al giorno &#8211; scrivono gli autori come citato su un recente comunicato su Ansa &#8211; tutti i partecipanti hanno riportato miglioramenti significativi della loro salute mentale&#8221;.</p>
<p>Tra gli esercizi presenti, uno per la gestione delle ansie, uno che incoraggia gli utenti a pianificare delle attività positive, una che sprona gli utenti a identificare le persone che possono conferire un miglior supporto nella propria vita, e nacora app per il relax, il sonno, l&#8217;esercizio fisico. &#8220;Usare strumenti digitali per la salute mentale &#8211; commenta David Mohr, l&#8217;autore principale- è una parte importante del nostro futuro. Queste app possono aiutare milioni di persone che non possono raggiungere uno specialista&#8221;.</p>
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		<title>Recensione smartwatch LG Watch W7</title>
		<link>https://www.telefonini.com/recensione-smartwatch-lg-watch-w7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 13:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smartwatch]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LG presenta il suo LG Watch W7, tra qualche spunto e alcuni elementi che non hanno convinto gli osservatori di mercato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel sempre più variopinto mondo degli smartwatch, <strong>LG</strong> ha annunciato un <strong>dispositivo</strong> <strong>smart</strong> indossabile con sistema ibrido (touch screen + lancette meccaniche), sviluppato in collaborazione con Soprod, una società svizzera, e dal sapore facilmente distinguibile, che ad alcuni – a dir la verità – non è sembrato particolarmente straordinario sotto il profilo estetico.</p>
<p>Ad ogni modo, il <strong>display 1.2 &#8220;P-OLED</strong> è stato sviluppato localmente da LG e sembra essere di ottima fattura. Ci sono due tasti &#8211; uno per selezionare e uno per tornare indietro, di facile fruibilità per poter impostare l&#8217;ora e gestire il cronometro, il barometro o l&#8217;altimetro.</p>
<p>La batteria di alimentazione è da <strong>240 mAh</strong>, e dovrebbe permettere al device di funzionare in modalità completa per un massimo di tre giorni. Se tuttavia si disattivano le <strong>funzioni smart</strong>, si hanno fino a 100 giorni di durata. Anche se la <strong>soluzione Wear OS</strong> dovesse esaurire la batteria, si avranno comunque re giorni in più di modalità Watch prima di dover ricaricare la cella.</p>
<p>A proposito di Wear OS, il sistema operativo non sembra essere nulla fuori dal comune, pur dando l’impressione di un approccio pulito, con design semplice, di facile navigazione. Quello che non troverete è la frequenza cardiaca, considerato che LG ha deciso di non prevederla nel suo W7. Un&#8217;altra delusione sembra essere la mancanza di NFC, e il fatto che la piattaforma di base è lo Snapdragon Wear 2100 e dunque non l&#8217;ultimo chipset Wear 3100.</p>
<p>Per quanto concerne il prezzo, il valore di vendita negli USA sarà di 450 dollari. Forse troppo, rispetto alle caratteristiche mostrate?</p>
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		<title>Facebook annuncia Portal per chiamate e videochiamate</title>
		<link>https://www.telefonini.com/facebook-annuncia-portal-per-chiamate-e-videochiamate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 20:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facebook ha annunciato Portal, una serie di dispositivi che permetteranno ai propri utenti di effettuare chiamate vocali o videochiamate ad altri utenti di Facebook e Messenger, e che per il momento si contraddistinguono in due diversi modelli, Portal e il più grande Portal+. Il Portal più piccolo è un dispositivo in stile Amazon Echo Show, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Facebook</strong> ha annunciato <strong>Portal</strong>, una serie di dispositivi che permetteranno ai propri utenti di effettuare chiamate vocali o videochiamate ad altri utenti di <strong>Facebook</strong> e <strong>Messenger</strong>, e che per il momento si contraddistinguono in due diversi modelli, Portal e il più grande Portal+.</p>
<p>Il Portal più piccolo è un dispositivo in stile <strong>Amazon Echo Show</strong>, con un display ampio dotato di altoparlante. Il display è da 10,1 pollici e ha una risoluzione di 1280&#215;800 e ha due altoparlanti da 10W. Il device utilizza una serie di quattro microfoni in campo lontano che registrano le conversazioni e una telecamera grandangolare da 12MP che permette di effettuare videochiamate.</p>
<p>Il più grande Portal+ ha invece un display da 15,6 pollici, una  risoluzione 1920&#215;1080 e un orientamento orizzontale o verticale. Ha la stessa dotazione della telecamera e del microfono del Portal più piccolo, ma un suono migliore con due <strong>tweeter</strong> e un <strong>woofer</strong> per un totale di 20W.</p>
<p>Ricordiamo che Portal è principalmente un dispositivo per effettuare videochiamate con i vostri amici su Facebook e Messenger e che la videocamera è stata progettata anche per tenere traccia dei vostri movimenti mentre vi muovete, e può rilevare quando ci sono più persone nella stanza e inquadrarle di conseguenza.</p>
<p>Portal supporta anche servizi musicali e video, come <strong>Facebook Watch</strong>, Food Network, Spotify, Pandora, iHeart Radio, Newsy e altri ancora. Dispone anche di un’integrazione di Alexa, al fine di poterlo utilizzare proprio come un Eco, compreso il controllo dei propri accessori per smart home.</p>
<p>In termini di privacy, Facebook sostiene che le chiamate sono criptate e che Facebook non ne ascolta o ne salva una copia.</p>
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		<title>Nuovi smartwatch Huawei 2018: ecco di cosa si tratta</title>
		<link>https://www.telefonini.com/nuovi-smartwatch-huawei-2018-ecco-di-cosa-si-tratta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 16:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smartwatch]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[smartwatch]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Huawei sta preparando dei nuovi smartwatch indossabili che, stando a quanto suggerito dalla stampa asiatica, potrebbero essere lanciati insieme ai prodotti della famiglia Mate 20 in occasione dell&#8217;evento che si terrà il prossimo 16 ottobre. Anche se mancano (ovviamente!) conferme in tal senso, il nuovo device dovrebbe chiamarsi Huawei Watch GT, e sarà disponibile in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Huawei</strong> sta preparando dei nuovi smartwatch indossabili che, stando a quanto suggerito dalla stampa asiatica, potrebbero essere lanciati insieme ai prodotti della famiglia Mate 20 in occasione dell&#8217;evento che si terrà il prossimo 16 ottobre.</p>
<p>Anche se mancano (ovviamente!) conferme in tal senso, il nuovo device dovrebbe chiamarsi <strong>Huawei Watch</strong> <strong>GT</strong>, e sarà disponibile in due versioni: GT Sport e GT Classic (raffigurata nel rendering trapelato che abbiamo usato come cover dell’articolo odierno).</p>
<p>In particolare, l&#8217;Huawei Watch GT si concentrerà sulla <strong>durata della batteria</strong> e sull&#8217;accessibilità di prezzo. È costruito con un display OLED rotondo da 1,39 pollici con risoluzione ancora sconosciuta, mentre quello <strong>Classic</strong> utilizza una lunetta nera su un design argento, e verrà fornito con un cinturino marrone. D&#8217;altra parte, il GT Sport sarà tutto nero.</p>
<p><strong>GPS</strong> e <strong>NFC</strong> dovrebbero essere integrati come ci si aspetterebbe, insieme a Bluetooth, una bussola, un sensore di pressione e un accelerometro. È probabile che sia disponibile anche un cardiofrequenzimetro, ma la sua presenza non è stata confermata.</p>
<p>Lo <strong>smartwatch</strong> sarà a prova di nuoto e avrà 4GB di memoria interna e una batteria da 420mAh, che dovrebbe in qualche modo consentire fino a 14 giorni di utilizzo &#8211; si presume in modalità a basso consumo che rende lo <strong>smartwatch</strong> essenzialmente in stand by profondo. Con un funzionamento normale ci attendiamo invece un’autonomia molto, molto inferiore, mentre in modalità GPS potrebbe durare per 20 ore.</p>
<p>Per il resto, c&#8217;è un&#8217;alta probabilità che l&#8217;<strong>Huawei Watch GT</strong> sia alimentato dal chipset <strong>Snapdragon Wear</strong> <strong>3100</strong> di Qualcomm, con un costo di 199 euro per lo Sport e 229 euro per il Classic.</p>
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		<item>
		<title>Lo smartphone ci fa perdere la memoria?</title>
		<link>https://www.telefonini.com/lo-smartphone-ci-fa-perdere-la-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2018 20:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo smartphone fa male alla memoria? È questa la domanda di base di migliaia di diverse analisi che negli ultimi anni hanno trovato terreno fertile in tutto il mondo. E, tra di esse, negli ultimi giorni è emersa anche quella del TPH, istituto svizzero di salute pubblica, secondo cui le radiazioni emanate dai dispositivi elettronici [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>smartphone</strong> fa male alla <strong>memoria</strong>? È questa la domanda di base di migliaia di diverse analisi che negli ultimi anni hanno trovato terreno fertile in tutto il mondo.</p>
<p>E, tra di esse, negli ultimi giorni è emersa anche quella del TPH, istituto svizzero di salute pubblica, secondo cui le radiazioni emanate dai dispositivi elettronici potrebbero avere un impatto negativo sulla memoria a breve termine, soprattutto negli adolescenti.</p>
<p>Per arrivare a tale riflessione lo studio ha monitorato le abitudini di 700 adolescenti svizzeri, di età tra 12 e 17 anni. A margine delle osservazioni, Martin Roosli, responsabile delle esposizioni ambientali e della salute presso l’Istituto, ha affermato come &#8220;la fonte di esposizione più rilevante per il cervello è l&#8217;uso di un telefono cellulare vicino alla testa.&#8221;</p>
<p>Numerosi studi hanno identificato dei potenziali effetti sulla salute correlati al RF-EMF, anche se i risultati sono rimasti inconcludenti”. Di contro, afferma ancora l&#8217;esperto, le attività connesse all&#8217;uso di smartphone, effettuate a distanza dal volto (l’invio di messaggi o l’uso di internet) non sembrano influenzare le prestazioni della memoria.</p>
<p>Qualche giorno fa, invece, un altro studio sul <em>Journal of the American Medical Association</em> – <a href="https://jamanetwork.com/" target="_blank" rel="noopener">JAMA</a>, aveva evidenziato il legame tra l’uso di device di ultima generazione e i livelli di attenzione. Per giungere alle conclusioni secondo cui l&#8217;uso della tecnologia possa contribuire al cosiddetto ADHD, il disturbo da deficit dell&#8217;attenzione/iperattività, sono stati analizzati più di 2.500 studenti di età tra i 15 e i 16 anni, tra il 2014 e il 2016.</p>
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		<item>
		<title>Cover smartphone con “airbag” protettivo</title>
		<link>https://www.telefonini.com/cover-smartphone-con-airbag-protettivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 17:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[cover]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi piacerebbe poter avere una cover per lo smartphone che possa proteggere il cellulare anche dalle cadute apparentemente più drammatiche? E che magari, nel contempo, non sia esteticamente troppo penalizzante? Ebbene, forse la soluzione vi sarà fornita da Philip Frenzel, un ingegnere tedesco che ha progettato una particolare custodia con ammortizzatori a scomparsa, nascosti nella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi piacerebbe poter avere una cover per lo smartphone che possa proteggere il cellulare anche dalle cadute apparentemente più drammatiche? E che magari, nel contempo, non sia esteticamente troppo penalizzante?</p>
<p>Ebbene, forse la soluzione vi sarà fornita da Philip Frenzel, un ingegnere tedesco che ha progettato una particolare custodia con ammortizzatori a scomparsa, nascosti nella scossa e in grado di scattare verso l’esterno nel caso in cui il telefono finisca in una condizione di caduta libera. Insomma, una sorta di airbag, non ancora acquistabile sul mercato, ma con un concept talmente interessante da aver vinto un premio della German Society for Mechatronics.</p>
<p>In termini meno sintetici, in condizioni normali la cover sembra essere una custodia tradizionale, leggermente più grande di quelle più minimali oggi in commercio. Una maggiore dimensione che è legata alla necessità di garantire la presenza di sensori che rilevano un’accelerazione improvvisa, e che permette di attivare un meccanismo che fa fuoriuscire dai quattro angoli delle protuberanze molleggiate che attutiscono l’impatto del telefono con il terreno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Smartphone, solo 1 italiano su 10 si preoccupa di virus e malware</title>
		<link>https://www.telefonini.com/smartphone-solo-1-italiano-su-10-si-preoccupa-di-virus-e-malware/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 16:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono evidentemente preoccupanti gli ultimi dati forniti da Samsung Trend Radar nel suo sondaggio condotto su un campione di 1.500 italiani dai 18 ai 65 anni, e dal quale emerge che sebbene lo smartphone sia lo strumento tecnologico preferito (il 62% del campione ha così affermato), solamente un utente su 10 considera efficacemente i rischi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono evidentemente preoccupanti gli ultimi dati forniti da Samsung Trend Radar nel suo sondaggio condotto su un campione di 1.500 italiani dai 18 ai 65 anni, e dal quale emerge che sebbene lo smartphone sia lo strumento tecnologico preferito (il 62% del campione ha così affermato), solamente un utente su 10 considera efficacemente i rischi legati alla sua sicurezza.</p>
<p>In particolare, secondo il sondaggio lo smartphone è mediamente utilizzato tra i 30 e i 60 minuti al giorno (27%), ma un utente su tre lo utilizza per più di 90 minuti. Quel che facciamo è noto: l’82% lo sua per poter rimanere in contatto con familiari e amici, il 78% per fare shopping online, il 72% per navigare in rete, il 42% per prenotare vacanze, il 35% per pagare tasse scolastiche, e così via.</p>
<p>Le cattive notizie iniziano però a fioccare sul fronte della cybersicurezza. Dal trend radar emerge infatti che solamente il 10% degli italiani considera l’eventualità di rischi legati alla sicurezza dei dati contenuti nello smartphone, a causa di attacchi potenziali di virus. Un dato che non può che fare riflettere, soprattutto in termini di education: è infatti fondamentale che gli utenti diventino più consapevoli degli strumenti che hanno a disposizione per poter proteggere i propri dati sui dispositivi mobili.</p>
<p>Il trend radar afferma infatti che l’87% del campione esaminato non abbia mai pensato ai rischi esistenti per i propri dati personali, e solamente l’8% afferma di nutrire qualche dubbio, preferendo non conservare nel cellulare le proprie informazioni più sensibili.</p>
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		<item>
		<title>Le notifiche su smartphone danno dipendenza</title>
		<link>https://www.telefonini.com/le-notifiche-su-smartphone-danno-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2018 17:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Telefonini]]></category>
		<category><![CDATA[notifiche]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le notifiche sullo smartphone? Sono utili, perché ci permettono di rimanere sempre informati su ciò che succede. Ma, di contro, non sono certamente prive di riflessi, anche patologici: push, suonerie e vibrazioni che ci avvertono di ogni singolo contatto possono infatti determinare una dipendenza, andando così ad accomunare l&#8217;abuso di smartphone all&#8217;abuso di sostanze stupefacenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le notifiche sullo smartphone? Sono utili, perché ci permettono di rimanere sempre informati su ciò che succede. Ma, di contro, non sono certamente prive di riflessi, anche patologici: push, suonerie e vibrazioni che ci avvertono di ogni singolo contatto possono infatti determinare una dipendenza, andando così ad accomunare l&#8217;abuso di smartphone all&#8217;abuso di sostanze stupefacenti come gli oppiacei.</p>
<p>A sostenerlo è il professore Erik Peper, docente di educazione alla salute presso l&#8217;Università di San Francisco e primo autore dello studio recentemente pubblicato su NeuroRegulation, secondo cui “la dipendenza dall&#8217;uso di smartphone inizia a formare connessioni neurologiche nel cervello in modo simile a quelle che si sviluppano in coloro acquisiscono una dipendenza da farmaci oppioidi per alleviare il dolore”.</p>
<p>Per arrivare a tale valutazione il docente ha compiuto uno studio su 135 studenti, scoprendo che le persone che utilizzavano in maniera continuativa i telefoni avevano livelli più elevati di senso di isolamento, depressione e ansia. Peraltro, prosegue il docente, sempre quegli stessi studenti erano propensi a guardare smartphone anche a pranzo, in una condizione di &#8220;semi-tasking&#8221;, in cui si svolgono più compiti insieme ma si ottiene la metà del risultato che si otterrebbe focalizzandosi su uno alla volta. </p>
<p>Ma per quale motivo? Peper spiega che le notifiche ci fanno sentire obbligati a guardarle perché attivano gli stessi percorsi neuronali nel nostro cervello che una volta ci avvisavano di un pericolo imminente. “Ma ora &#8211; spiega Peper &#8211; siamo dirottati, dagli stessi meccanismi che una volta ci proteggevano, verso le informazioni più banali”.</p>
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		<title>Troppi smartphone nelle mani dei bambini: ecco gli ultimi numeri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 10:53:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Telefonini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stando a quanto afferma una ricerca condotta dal portale di e-commerce musicMagpie, la maggioranza dei genitori ritiene che l&#8217;età ideale per dare un primo smartphone ai propri figli siano gli undici anni. Una asticella che però agisce solo in via teorica, visto e considerato che in Gran Bretagna – dove si è svolta la ricerca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stando a quanto afferma una ricerca condotta dal portale di e-commerce musicMagpie, la maggioranza dei genitori ritiene che l&#8217;età ideale per dare un primo smartphone ai propri figli siano gli undici anni. Una asticella che però agisce solo in via teorica, visto e considerato che in Gran Bretagna – dove si è svolta la ricerca &#8211; un quarto dei bambini sotto i sei anni ne possiede già uno. </p>
<p>Come riporta The Independent, l&#8217;indagine ha inoltre posto in risalto che la metà dei bambini, di età inferiore ai sei anni, che possiede uno smartphone, lo utilizza per circa 21 ore alla settimana. “Colpa” (virgolettato d’obbligo) dei genitori, che molto spesso non badano a spese per acquistare uno smartphone ai bimbi, e &#8211; soprattutto &#8211; non utilizzano le dovute precauzioni. </p>
<p>Dalla ricerca emerge infatti come 8 genitori su 10 dichiarano di non fare nulla per limitare l&#8217;utilizzo prolungato dello smartphone da parte dei figli, e solamente una piccola parte ha scelto di bloccare l&#8217;utilizzo dei dati, consentendo così ai bambini solo di effettuare chiamate e inviare messaggi di testo.</p>
<p>Una caratteristica di trascuratezza che, spesso, può condurre a gravissime ripercussioni. Si pensi ai pericoli che i bimbi possono correre online, o a un uso incongruo delle piattaforme digitali da parte di chi non ha sufficiente conoscenza e competenza. </p>
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