BlackBerry

BlackBerry non molla: prove di rilancio grazie alle quattro ruote

L’estate 2015 potrebbe essere ricordata come il momento del rilancio per tantissimi protagonisti del mondo della telefonia mobile. Oltre alla ricerca di rilancio da parte di Nokia, c’è un altro player che sta cercando faticosamente di risorgere dalle proprie ceneri (mai spente): BlackBerry.

Contrariamente a Nokia, però, la rinascita di BlackBerry sembra essere più a portata di mano. E passa, soprattutto, attraverso il mondo delle quattro ruote, visto e considerato che il sistema operativo sviluppato dalla sua controllata QNX è adottato da un numero crescente di case automobilistiche. Come Ford, i cui nuovi modelli di Ford Escape e Ford Fiesta, debuttano in questa settimana proprio con a bordo il software dei BlackBerry.

Insomma, con un occhio particolarmente attento all’evoluzione del settore, BlackBerry ha scelto opportunamente di cavalcare il trend in atto con la propria controllata QNX, società di software acquisita nel 2010 e specializzata proprio nei sistemi operativi per l’infotainment delle quattro ruote, che permettono di interagire con le mappe, ascoltare musica, telefonare connettendo il proprio smartphone al sistema di bordo, e ancora controllare la temperatura e tanto altro ancora, con la propria voce o toccando lo schermo sul cruscotto.

Attualmente QNX può vantare una quota mercato del 50%, con i propri sistemi che sono installati su più di 50 milioni di veicoli prodotti dalle principali case automobilistiche come Audi, Bmw, Chrysler, General Motors, Honda, Hyundai, e ancora Jaguar, Land Rover, Maserati, Mercedes Benz, Porsche, Toyota, Volkswagen.

Alla lunga lista si è poi aggiunta Ford, che fino allo scorso anno utilizzava invece il softawre di Microsoft per MyFord Touch. Il produttore americano è uno dei principali pionieri dell’infotainment, visto e considerato che già nel 2010 aveva avuto modo di introdurre sul cruscotto uno schermo con interfaccia che permetteva all’utente di fornire ordini a voce o toccando le icone. Avere tra le proprie fila un player del genere potrebbe essere molto utile alla compagnia nordamericana…

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