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	<title>memoria &#8211; Telefonini</title>
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	<description>Cellulari, Smartphone, Applicazioni, Accessori, Giochi</description>
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		<title>Lo smartphone ci fa perdere la memoria?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2018 20:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo smartphone fa male alla memoria? È questa la domanda di base di migliaia di diverse analisi che negli ultimi anni hanno trovato terreno fertile in tutto il mondo. E, tra di esse, negli ultimi giorni è emersa anche quella del TPH, istituto svizzero di salute pubblica, secondo cui le radiazioni emanate dai dispositivi elettronici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>smartphone</strong> fa male alla <strong>memoria</strong>? È questa la domanda di base di migliaia di diverse analisi che negli ultimi anni hanno trovato terreno fertile in tutto il mondo.</p>
<p>E, tra di esse, negli ultimi giorni è emersa anche quella del TPH, istituto svizzero di salute pubblica, secondo cui le radiazioni emanate dai dispositivi elettronici potrebbero avere un impatto negativo sulla memoria a breve termine, soprattutto negli adolescenti.</p>
<p>Per arrivare a tale riflessione lo studio ha monitorato le abitudini di 700 adolescenti svizzeri, di età tra 12 e 17 anni. A margine delle osservazioni, Martin Roosli, responsabile delle esposizioni ambientali e della salute presso l’Istituto, ha affermato come &#8220;la fonte di esposizione più rilevante per il cervello è l&#8217;uso di un telefono cellulare vicino alla testa.&#8221;</p>
<p>Numerosi studi hanno identificato dei potenziali effetti sulla salute correlati al RF-EMF, anche se i risultati sono rimasti inconcludenti”. Di contro, afferma ancora l&#8217;esperto, le attività connesse all&#8217;uso di smartphone, effettuate a distanza dal volto (l’invio di messaggi o l’uso di internet) non sembrano influenzare le prestazioni della memoria.</p>
<p>Qualche giorno fa, invece, un altro studio sul <em>Journal of the American Medical Association</em> – <a href="https://jamanetwork.com/" target="_blank" rel="noopener">JAMA</a>, aveva evidenziato il legame tra l’uso di device di ultima generazione e i livelli di attenzione. Per giungere alle conclusioni secondo cui l&#8217;uso della tecnologia possa contribuire al cosiddetto ADHD, il disturbo da deficit dell&#8217;attenzione/iperattività, sono stati analizzati più di 2.500 studenti di età tra i 15 e i 16 anni, tra il 2014 e il 2016.</p>
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