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	<title>android &#8211; Telefonini</title>
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	<description>Cellulari, Smartphone, Applicazioni, Accessori, Giochi</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 May 2023 18:06:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Wear OS 4 arriva con più app, backup su cloud e gestione della batteria migliorata</title>
		<link>https://www.telefonini.com/wear-os-4-arriva-con-piu-app-backup-su-cloud-e-gestione-della-batteria-migliorata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2023 18:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche se Wear OS 3 di Google non ha ancora raggiunto molti smartwatch, il produttore di Android ha annunciato la sua prossima versione &#8211; Wear OS 4, con tante novità. Arriverà infatti nel corso dell&#8217;anno e promette una suite di app per orologi più utili, una migliore gestione della batteria e una migliore accessibilità grazie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se <strong>Wear OS 3</strong> di <strong>Google</strong> non ha ancora raggiunto molti smartwatch, il produttore di Android ha annunciato la sua prossima versione &#8211; <strong>Wear OS 4</strong>, con tante novità. Arriverà infatti nel corso dell&#8217;anno e promette una suite di app per orologi più utili, una migliore gestione della batteria e una migliore accessibilità grazie al rinnovato input text-to-speech.</p>
<p>Ancora, Wear OS 4 porta con sé una <strong>migliore integrazione con Google Home</strong>, con ancora più opzioni di controllo sui dispositivi connessi. Google ha inoltre confermato maggiori funzionalità per le app Google Workspace, Gmail e Google Calendar. Ora è possibile accedere a due preferiti di Workplace dall&#8217;orologio Wear OS 4, rispondere rapidamente alle e-mail in Gmail e rispondere agli eventi e aggiornare le attività in Calendar.</p>
<p>Ricordiamo in tal senso che anche gli sviluppatori di terze parti sembrano essere stati coinvolti: WhatsApp offre la sua prima app per orologi con crittografia end-to-end, risposte vocali e chiamate sul dispositivo. Spotify sta introducendo nuovi riquadri per facilitare l&#8217;accesso ai brani e ai podcast preferiti. Peloton sta aggiungendo un riquadro per gli allenamenti alla sua app Wear OS 4. Samsung e Google hanno anche stretto una partnership per un nuovo Watch Face Format che facilita il processo di creazione dei quadranti per gli sviluppatori e rende i quadranti meno impegnativi per la durata della batteria.</p>
<p>Insomma, le novità per gli utenti degli smartwatch che girano su sistema operativo mobile Android non dovrebbero mancare.</p>
<p>Infine, rileviamo come un&#8217;altra importante novità di Wear OS 4 sia la possibilità di eseguire il backup e il ripristino dell&#8217;orologio senza un reset di fabbrica. Google non ha divulgato informazioni ufficiali su quali smartwatch debutteranno con Wear OS 4, ma le indiscrezioni suggeriscono che la serie Galaxy Watch 6 di prossima generazione di Samsung sia la prima della lista…</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il tuo smartphone Android ti sta spiando?</title>
		<link>https://www.telefonini.com/il-tuo-smartphone-android-ti-sta-spiando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 14:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come tutti, probabilmente anche tu porti sempre con te il cellulare in tasca. E magari potresti anche esserti affezionato al tuo dispositivo, al quale affidi tutti i tuoi segreti e le tue foto più personali. Eppure, gli smartphone Android potrebbero essere tutt&#8217;altro che affidabili… almeno secondo un recente studio. Lo studio &#8211; che è stato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti, probabilmente anche tu porti sempre con te il cellulare in tasca. E magari potresti anche esserti affezionato al tuo dispositivo, al quale affidi tutti i tuoi segreti e le tue foto più personali. Eppure, gli smartphone Android potrebbero essere tutt&#8217;altro che affidabili… almeno secondo un recente studio.</p>
<p>Lo studio &#8211; che è stato condotto da team dell&#8217;Università di Edimburgo in Scozia e del Trinity College di Dublino in Irlanda &#8211; ha di fatti scoperto una serie di problemi di privacy legati all&#8217;uso di smartphone alimentati da Android da parte delle principali marche.</p>
<p>Il professor Doug Leith del Trinity College di Dublino, insieme al dottor Paul Patras e Haoyu Liu dell&#8217;Università di Edimburgo, hanno esaminato i dati inviati da sei varianti del sistema operativo Android sviluppato da Samsung, Xiaomi, Huawei, Realme, LineageOS ed e/OS. Quello che hanno trovato è che &#8220;<em>anche quando sono minimamente configurati e il telefono è inattivo, queste varianti Android personalizzate dal fornitore trasmettono quantità sostanziali di informazioni allo sviluppatore del sistema operativo e anche a terzi (Google, Microsoft, LinkedIn, Facebook ecc) che hanno pre-installato le app di sistema</em>&#8220;.</p>
<h2>Che cosa può condividere il tuo smartphone</h2>
<p>Tra i dati raccolti, i ricercatori hanno notato i sistemi di identificazione permanente degli smartphone, la storia di utilizzo delle applicazioni e i dati di telemetria. Con l&#8217;eccezione di e/OS, tutti i produttori di telefoni esaminati raccolgono inoltre una lista di tutte le applicazioni installate su un telefono, evidenzia lo studio: si tratta di informazioni potenzialmente sensibili in quanto possono rivelare gli interessi dell&#8217;utente, come l&#8217;ultima app di incontri utilizzata, e così via.</p>
<p>Secondo gli autori della ricerca, non c&#8217;è nessun opt out da questa raccolta di dati.</p>
<p>&#8220;<em>Penso che ci siamo completamente persi la massiccia e continua raccolta di dati da parte dei nostri telefoni, per la quale non c&#8217;è nessun opt out</em>&#8220;, ha detto Leith, che è altresì docente di sistemi informatici presso la Scuola di Informatica e Statistica del Trinity. &#8220;<em>Siamo stati troppo concentrati sui cookie del web e sulle app che si comportano male&#8221;.</em> Ritiene dunque un&#8217;azione significativa, come urgentemente necessaria per dare alle persone un controllo reale sui dati che lasciano il loro telefono.</p>
<h2>Xiaomi, Samsung e Huawei</h2>
<p>Secondo la ricerca, gli smartphone Xiaomi invia i dettagli &#8220;<em>di tutte le schermate delle app visualizzate da un utente a Xiaomi, compreso quando e per quanto tempo ogni app viene utilizzata</em>&#8220;. Sui dispositivi Huawei, è la tastiera Swiftkey che condivide i dettagli dell&#8217;uso delle app nel tempo con Microsoft.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;effetto è simile all&#8217;uso dei cookie per tracciare l&#8217;attività delle persone mentre si spostano tra le pagine web</em>&#8220;, secondo il dottor Paul Patras, professore associato della Scuola di Informatica dell&#8217;Università di Edimburgo.</p>
<p>Su un altro livello di analisi, emerge come Samsung, Xiaomi, Realme e Google raccolgano &#8220;<em>identificatori di dispositivi a lunga durata</em>&#8220;, come il numero di serie dell&#8217;hardware, insieme a <em>&#8220;identificatori pubblicitari azzerabili dall&#8217;utente&#8221;.</em> Spesso situato sul fondo o sul retro del dispositivo, il numero di serie dell&#8217;hardware è un numero unico utilizzato per l&#8217;identificazione e l&#8217;inventario. È unico per l&#8217;utente e viene spesso richiesto quando si denuncia il furto di un telefono alla polizia.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;ID pubblicitario dell&#8217;utente, il suo scopo è quello di consentire agli inserzionisti di tracciare in modo pseudo-anonimo l&#8217;attività pubblicitaria dell&#8217;utente. È assegnato dal dispositivo o dall&#8217;ambiente operativo e memorizzato direttamente sul dispositivo stesso.</p>
<p>Il fatto che i sistemi Android possano memorizzare questi dati implica che &#8220;<em>quando un utente resetta un identificatore pubblicitario, il nuovo valore dell&#8217;identificatore può essere banalmente ricollegato allo stesso dispositivo, minando potenzialmente l&#8217;uso di identificatori pubblicitari resettabili dall&#8217;utente</em>&#8220;, dice lo studio.</p>
<h2>Ma come porre fine a queste pratiche?</h2>
<p>Secondo lo studio, c&#8217;è solo un modo per evitare di cadere preda di questa raccolta di dati su larga scala &#8211; la variante e/OS creata dal francese Gael Duval e derivata da LineageOS. Questa variante di Android è basata su un modulo che permette l&#8217;uso dei servizi di Google senza trasmettere dati personali. L&#8217;accesso alle informazioni personali è bloccato per Google e per tutte le applicazioni o servizi di terzi.</p>
<p>A parte questa eccezione, i ricercatori concludono che è diventato essenziale fornire dati personali per godere dei benefici degli smartphone e dei loro servizi.</p>
<p>&#8220;<em>Anche se abbiamo visto leggi di protezione delle informazioni personali adottate in diversi paesi negli ultimi anni</em>, <em>le pratiche di raccolta dei dati degli utenti rimangono diffuse</em>&#8220;, ha detto Patras. &#8220;<em>Più preoccupante è il fatto che tali pratiche avvengono &#8216;sotto il cofano&#8217; degli smartphone senza che gli utenti ne siano a conoscenza e senza un mezzo accessibile per disabilitare tale funzionalità.</em> <em>Le varianti di Android più attente alla privacy stanno però guadagnando terreno e i nostri risultati dovrebbero incentivare i venditori leader di mercato a seguirne l&#8217;esempio&#8221;.</em></p>
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		<title>Nokia G50 ottiene l&#8217;aggiornamento ad Android 12</title>
		<link>https://www.telefonini.com/nokia-g50-ottiene-laggiornamento-ad-android-12/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 11:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>HMD Global ha recentemente lanciato l&#8217;aggiornamento Android 12 per il Nokia X10 e X20, e ora è il Nokia G50 che sta ricevendo un assaggio dell&#8217;ultima versione di Android. HMD non ha annunciato ufficialmente il rollout di Android 12 al momento, quindi non è noto sapere quali Paesi riceveranno l&#8217;aggiornamento nella prima ondata. Tuttavia, più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>HMD Global ha recentemente lanciato l&#8217;aggiornamento Android 12 per il Nokia X10 e X20, e ora è il Nokia G50 che sta ricevendo un assaggio dell&#8217;ultima versione di Android.</p>
<p>HMD non ha annunciato ufficialmente il rollout di Android 12 al momento, quindi non è noto sapere quali Paesi riceveranno l&#8217;aggiornamento nella prima ondata. Tuttavia, più rapporti rivelano che il Nokia G50 ha ricevuto Android 12 in Finlandia e in alcune nazioni europee.</p>
<p>Si sa invece che l’&#8217;aggiornamento Android 12 del Nokia G50 richiede un download di 2.09GB. Ha il numero di versione V2.160 e viene fornito con la patch di sicurezza Android del novembre 2021.</p>
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		<item>
		<title>Android, dal 2021 i cellulari avranno problemi di accesso ai siti web</title>
		<link>https://www.telefonini.com/android-dal-2021-i-cellulari-avranno-problemi-di-accesso-ai-siti-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 10:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime ore un alert rilanciato da Let’s Encrypt sta creando molti interrogativi tra gli utenti di dispositivi Android. Secondo l’avvertimento, infatti, è possibile che la certificazione di sicurezza rilasciata non sarà più valida per i telefonini che hanno un sistema operativo precedente alla versione 7.1.1 Nougat. Dunque, è possibile che una parte del web [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nelle ultime ore un alert rilanciato da Let’s Encrypt sta creando <strong>molti interrogativi tra gli utenti di dispositivi Android</strong>. Secondo l’avvertimento, infatti, è possibile che la certificazione di sicurezza rilasciata non sarà più valida per i telefonini che hanno un sistema operativo precedente alla versione 7.1.1 Nougat. Dunque, è possibile che <strong>una parte del web possa diventare sostanzialmente inaccessibile a chi naviga con dispositivi obsoleti.</strong></p>



<p>Ricordiamo come Let’s Encrypt sia una delle authority di certificazione più importanti del mondo, sostenuta da alcuni big come Cisco e Mozilla, e come stia promuovendo l’adozione del protocollo https, spinto da Google, ponendo a disposizione una tecnologia che può consentire una connessione sicura al web.</p>



<p>Attualmente i certificati SSL/TLS coprono circa il 30% dei domini web, e possono essere usati dai siti a questo scopo, al fine di proteggere le comunicazioni online. tuttavia, Let’s Encrypt ha informato gli utenti che la collaborazione con IdentTrust finirà a settembre 2021, e che a partire da questa data la nuova certificazione non supporterà più i cellulari Android, con ciò che potrebbe derivarne in termini di fruizione del web da parte dei titolari di smartphone con sistemi operativi non aggiornati.</p>



<p>Si tratterebbe di un problema piuttosto ampio, considerato che oggi i cellulari Android non aggiornati oltre la versione 7.1 rappresentano circa un terzo di tutti i dispositivi in circolazione con il sistema operativo Google.</p>



<p><strong>Per poter evitare di rimanere tagliati fuori, ci sono due opportunità</strong>: aggiornare il sistema operativo a una versione più recente, oppure utilizzare un browser che utilizza un proprio archivio di certificati, come ad esempio Firefox, di Mozilla.</p>
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		<item>
		<title>Huawei aggiorna 17 smartphone a Android Q</title>
		<link>https://www.telefonini.com/huawei-aggiorna-17-smartphone-a-android-q/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 16:02:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In attesa che la disputa sorta nel più generale scontro tra Stati Uniti e Cina possa giungere a risoluzione, Huawei ha annunciato di aver aggiornato ben 17 smartphone a Android Q. Un chiaro segnale di come la compagnia cinese voglia rassicurare i mercati sul fatto che le partnership con Android non sono in crisi, e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa che la disputa sorta nel più generale scontro tra Stati Uniti e Cina possa giungere a risoluzione, Huawei ha annunciato di aver aggiornato ben 17 smartphone a Android Q. Un chiaro segnale di come la compagnia cinese voglia rassicurare i mercati sul fatto che le partnership con Android non sono in crisi, e che verranno supportati ancora gli aggiornamenti del  noto sistema operativo del robottino verde.</p>
<p>La lista integrale comprende:</p>
<ul>
<li>P30 Pro</li>
<li>P30</li>
<li>Mate 20</li>
<li>Mate 20 Pro</li>
<li>PORSCHE DESIGN Mate 20 RS</li>
<li>P30 lite</li>
<li>P smart 2019</li>
<li>P smart+ 2019</li>
<li>P smart Z</li>
<li>Mate 20 X</li>
<li>Mate 20 X (5G)</li>
<li>P20 Pro</li>
<li>P20</li>
<li>Mate 10 Pro</li>
<li>PORSCHE DESIGN Mate 10</li>
<li>Mate 10</li>
</ul>
<p>In altri termini,  dopo il rumore generato dall’attacco dell’amministrazione Trump nei confronti di Huawei e dopo la licenza tolta da Google in un primo momento, ma poi sospesa per un periodo di tempo di 90 giorni (nei quali si cerca di lavorare per il conseguimento di una risoluzione espressa di questa vertenza), le acque sembrano essere più calme.</p>
<p>Certo è che quanto accaduto deve avere acceso qualche campanello di allarme in casa Huawei, con la compagnia asiatica che sta continuando a sviluppare il suo sistema operativo proprietario. Per il momento, però, non sembra che questo piano debba sostituire quello principale, legato  alla conferma della disponibilità di Android sui propri device.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Smartphone, tempi duri per gli Android negli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.telefonini.com/smartphone-tempi-duri-per-gli-android-negli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2018 10:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato statunitense degli smartphone? E’ sempre più stabilmente nelle mani di Apple, visto e considerato che secondo quanto afferma un recente studio condotto da Piper Jaffray ben l’82% dei giovani possiede un iPhone, mentre l’84% afferma che il proprio prossimo acquisto sarà proprio un melafonino, aprendo dunque le porte valutative per poter ben ritenere [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato statunitense degli smartphone? E’ sempre più stabilmente nelle mani di Apple, visto e considerato che secondo quanto afferma un recente studio condotto da Piper Jaffray ben l’82% dei giovani possiede un iPhone, mentre l’84% afferma che il proprio prossimo acquisto sarà proprio un melafonino, aprendo dunque le porte valutative per poter ben ritenere che effettivamente gli iPhone continueranno a dominare il mercato dei telefoni di nuova generazione a stelle e strisce.</p>
<p>Insomma, per Android i tempi sono piuttosto duri nel mercato nordamericano, anche se in verità vi è ben poco di cui stupirsi. Numerosi sono infatti gli elementi che sembrano essere sufficientemente in grado di sostenere la posizione di forza di Apple nel territorio domestico: si pensi a uno spirito tendenzialmente patriottico negli USA, alla immagine di solido appeal che gli iPhone possono ottenere grazie anche a diverse collaborazioni nel settore dell’entertainment, e così via.</p>
<p>Il risultato? Apple continua a dominare, soprattutto tra i più giovani, rendendo così gli Stati Uniti un terreno poco fertile per gli altri principali concorrenti dei melafonini, come ad esempio Samsung o, ancora, Huawei, con il produttore cinese che in buona parte del resto del mondo sta guadagnando costantemente delle quote di mercato, ma che proprio negli USA sta avendo difficoltà di accesso, restringendo peraltro la gamma di possibili alternative a disposizione di coloro che volessero provare qualche altra chance di acquisto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Android O: ecco che cosa è e che cosa cambia</title>
		<link>https://www.telefonini.com/android-o-ecco-che-cosa-e-e-che-cosa-cambia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 17:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[android 8]]></category>
		<category><![CDATA[android o]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo lunghe attese, Google ha finalmente presentato al mondo il suo Android O, l’ottava versione del sistema operativo mobile più diffuso e più utilizzato sul Pianeta. O (che sta per Oreo) andrà a scontrarsi con iOS11, il sistema operativo che Apple presenterà nelle prossime settimane, in una sfida a colpi di innovazione e di sicurezza. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lunghe attese, Google ha finalmente presentato al mondo il suo Android O, l’ottava versione del sistema operativo mobile più diffuso e più utilizzato sul Pianeta. O (che sta per Oreo) andrà a scontrarsi con iOS11, il sistema operativo che Apple presenterà nelle prossime settimane, in una sfida a colpi di innovazione e di sicurezza. Ma che cosa cambia con Android 8?<span id="more-5454"></span></p>
<p>I mantra su cui sembrano essersi concentrati gli ingegneri di Google sono l’intelligenza e la sicurezza. Sono dunque percepibili i miglioramenti sulla fluidità di utilizzo e sulla funzione picture-in-picture, che permette di visualizzare due applicazioni simultaneamente. Vi è inoltre l’introduzione di Google Play Protect, uno strumento che ha nuove funzionalità come i controlli di installazione delle applicazioni a livello sorgente, in maniera tale da migliorare la protezione contro i malware. Migliorate anche le funzioni di risparmio energetico e di velocità.</p>
<p>Ma quando arriverà Android O sui nostri smartphone? Probabilmente presto, molto presto. Google ha fatto sapere di voler rilasciare subito i codici sorgente affinchè possano essere accessibili prontamente sugli smartphone. peraltro, i test su Pixel e Nexus 5X/6P sono già stati avviati, mentre altri accordi sono stati stretti con i maggiori produttori.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vendite smartphone, continua la leadership Android in tutto il mondo</title>
		<link>https://www.telefonini.com/vendite-smartphone-continua-la-leadership-android-in-tutto-il-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 08:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[telefonini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stando a quanto affermano le ultime ricerche di mercato condotte dagli esperti di Strategy Analytics, la leadership di Android continua imperterrita in tutto il globo. La predominanza dei brand che utilizzano i sistemi operativi Android è rilevante anche in uno dei mercati emergenti più interessanti per le società che producono smartphone e software, come l&#8217;India. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stando a quanto affermano le ultime ricerche di mercato condotte dagli esperti di Strategy Analytics, la leadership di <strong>Android </strong>continua imperterrita in tutto il globo.<span id="more-4880"></span></p>
<p>La predominanza dei brand che utilizzano i sistemi operativi Android è rilevante anche in uno dei mercati emergenti più interessanti per le società che producono smartphone e software, come l&#8217;India. Qui, affermano le ricerche condotte da Strategy Analytics, gli smartphone venduti sono cresciuti del 19% rispetto allo scorso anno, con un passaggio &#8211; in 4 mesi &#8211; da 26 milioni di unità a 31 milioni di unità.</p>
<p>Di questa imponente vendita, gli smartphone Android continuano ad assorbire la percentuale quasi totalitaria (il 97%), lasciando agli altri operatori (principalmente, iOS di Apple), le briciole.</p>
<p>Il passaggio dal software all&#8217;hardware è presto fatto. Considerato il binomio iOS &#8211; iPhone, ne deriva che in un simile mercato emergente Apple continua ad arrancare, con i dispositivi della società di Cupertino che non superano quota 1 milione di unità, fermandosi intorno alle 800 mila unità. Per il futuro, un bel punto interrogativo si innalza sul posizionamento della società americana su alcuni mercati di riferimento: di &#8220;clamorose&#8221; novità per il momento non si vede l&#8217;ombra, e dunque la competizione rischia di spostarsi sul prezzo, con i prezzi di Cupertino che sono nettamente superiori rispetto ai concorrenti e, pertanto, meno vantaggiosi.  </p>
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		<title>Android presto potrà “distruggersi” a distanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 06:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se anche voi avete l’incubo di perdere il cellule, e il conseguente timore che tutti i vostri dati e tutte le vostre informazioni possano finire in mani altrui, potreste trovare giovamento dalla notizia secondo cui presto gli smartphone Android disporranno di un pulsante per l’autodistruzione a distanza delle informazioni sensibili. Una funzione, scovata nell’Android Open [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se anche voi avete l’incubo di perdere il cellule, e il conseguente timore che tutti i vostri dati e tutte le vostre informazioni possano finire in mani altrui, potreste trovare giovamento dalla notizia secondo cui presto gli <strong>smartphone Android</strong> disporranno di un pulsante per l’autodistruzione a distanza delle informazioni sensibili.<span id="more-4772"></span></p>
<p>Una funzione, scovata nell’<strong>Android Open Source Project</strong>, che è pensata per poter rendere lo smartphone inutilizzabile nelle ipotesi di furto o di smarrimento, mettendo così i dati degli utenti al riparo anche quando il cellulare è stato oggetto di smarrimento.</p>
<p>In maniera più specifica, e stando a quanto finora è trapelato, la funzione consentirà di inviare allo smartphone uno speciale comando che potrà cancellare integralmente la memoria del dispositivo, rendendolo, di fatto, inservibile. Dunque, non un semplice blocco o un reset, bensì una funzione molto più invasiva, che dovrebbe impedire all’illecito possessore del device di poter agire in vece del suo proprietario.</p>
<p>Il comando sarebbe stato appena introdotto ufficialmente nella catena di sviluppo di Android, e difficilmente sarà possibile scorgerlo negli smartphone di prossima uscita. Tuttavia, è molto probabile che tra qualche tempo possa arricchire le funzioni di Android, per la soddisfazione dei numerosi utenti interessati a tale aspetto.</p>
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		<title>Chi compra ancora smartphone Android top di gamma?</title>
		<link>https://www.telefonini.com/chi-compra-ancora-smartphone-android-top-di-gamma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 09:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[LG]]></category>
		<category><![CDATA[Samsung]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
		<category><![CDATA[Sony Ericsson]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è ancora qualcuno che compra uno smartphone top di gamma Android? A porsi questa domanda, negli ultimi giorni, il magazine Wired. E non a caso: una nuova analisi comparativa avrebbe infatti rivelato come le vendite di smartphone su Android sarebbero in calo, e come altrettanto in calo siano i margini di profitto. Che succede, dunque? [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è ancora qualcuno che compra uno <strong>smartphone </strong>top di gamma <strong>Android</strong>? A porsi questa domanda, negli ultimi giorni, il magazine Wired. E non a caso: una nuova analisi comparativa avrebbe infatti rivelato come le vendite di smartphone su Android sarebbero in calo, e come altrettanto in calo siano i margini di profitto. Che succede, dunque?</p>
<p>La valutazione, estremamente sintetica, è che forse gli smartphone Android di alta gamma sono in crisi. E che dunque il momento in cui sono stati rilasciati i nuovi supersmartphone non è quello ideale, considerato che il timing incrocia una flessione significativa delle vendite.<span id="more-4484"></span></p>
<p>Di fatti, raccogliendo i dati dei maggiori produttori di dispositivi telefonici mobili di stampo <strong>Android</strong>, emerge come le vendite del secondo trimestre 2015 di <strong>Samsung</strong>, HTC, LG e Sony sarebbero tutte omogeneamente in calo, pur con progressioni differenti. In calo, ricordava l’analisi Charles Arthur, anche i profitti, con <strong>HTC </strong>che scende del 15,5% nei margini operativi, <strong>Sony </strong>dell’8,1%, <strong>Lenovo </strong>del 15,6%.</p>
<p>Ma per quale motivo si starebbe verificando una simile contrazione? Secondo le interpretazioni riformulate da Wired, il tutto è dovuto alla cattiva sinergia di tre fattori: il primo è la flessione fisiologica di un settore che ha conosciuto una rapidissima espansione, e che oggi non gioca più sul “primo acquisto”, bensì sulla sostituzione dei terminali.</p>
<p>Il secondo fattore è l’emersione di nuove case produttrici (principalmente cinesi), come <strong>Xiaomi </strong>e <strong>OnePlus</strong>, che possono collocare sul mercato degli smartphone competitivi, ma a un prezzo che è la metà dei prezzi dei concorrenti. Dunque, i leader (ad esempio, Samsung) non hanno potuto far altro che abbassare i prezzi, con ulteriore riduzione dei margini di profitto.</p>
<p>Infine, il terzo fattore: il successo di <strong>Apple </strong>e del suo iPhone 6, che grazie a vendite impetuose sta già mettendo in difficoltà gli altri marchi e, in particolar modo, Android.</p>
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