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iPhone controllato da Apple via internet
Al Wall Street Journal, Steve Jobs, amministratore delegato di Apple, ha candidamente ammesso che la sua società può controllare a distanza gli iPhone ed eventualmente anche rimuovere applicazioni e software ritenuti (da Apple) “dannosi”.
Ora sorge il dubbio: e i computer? Il loro programma antivirus deve logicamente connettersi per scaricare gli aggiornamenti, il sistema operativo lo stesso e ovviamente i browsers, che devono per forza essere connessi per funzionare. Nessun utente è quindi in grado di stabilire se una azione di manutenzione/navigazione del proprio computer nasconda altre malevoli.
La sgradita scoperta è stata fatta da un utente tecnologicamente avanzato che si è accorto che il suo iPhone era collegato ad un sito Internet controllato da Apple.
Perché nessun cliente di Apple è stato avvertito dell’esistenza di questo inquietante sistema?
Parlamentari, arriva il telefonino criptato
Anche i parlamentari hanno il loro iPhone. Touch Screen ad alta risoluzione, Edge, WiFi e Bluetooth, memoria di un Gigabyte. Può andare su Internet e utilizza lo schermo come dispositivo primario di input (le tastiere, ultimamente, sembrano essere passé). Certo, non monta il sistema operativo Leopard, non ha un linea accattivante, e non è della Apple. Ma l’onorevole smartphone ha qualcosa di più della meraviglia di Cupertino. Una caratteristica particolare: è criptato. In poche parole, non può essere intercettato. Dove non arriva la legge, arriva la tecnologia.
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Cellulari anti-intercettazioni: Aes 256, il criptofonino per la tutela della privacy, telefonino per non farsi intercettare
L’ultima novità sulla privacy al telefonino è il criptofonino, cellulare contro le intercettazioni.
La Caspertech, nata nel 2003 dal Politecnico di Torino, ha creato un software, l’Aes 256, applicabile a tutti i Gsm che (a 1.950 euro) protegge le conversazioni da intercettazioni illegali.
Venduto a migliaia di esemplari “Ce li chiedono anche all’estero – dice Ferdinando Peroglio, direttore commerciale – soprattutto imprenditori che commerciano con i Paesi dell’Est, dove le intercettazioni illegali sono diffuse. Poi commercialisti, politici. Ecco, Paolo Guzzanti è il nostro testimonial».
Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia, lo usa facendo anche attenzione a staccare la batteria «perché il cellulare anche da spento può servire agli spioni».
Gli investigatori lamentano un aumento delle telefonate criptate e l’impossibilità di intercettare queste chiamate: “Se Moggi o Ricucci avessero parlato usando questi cellulari, le cose sarebbero andate diversamente”.