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	<title>cina &#8211; Telefonini</title>
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	<description>Cellulari, Smartphone, Applicazioni, Accessori, Giochi</description>
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		<title>Huawei primo produttore smartphone in Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2017 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Huawei ha scavalcato Oppo in qualità di primo produttore di smartphone in Cina. Recentemente risalito (ancora una volta) alla ribalta per il lancio del P10 e del P10 Plus, Huawei ha infatti reso noto di aver consegnato circa 21 milioni di unità, con una quota di mercato del 18% (dati Canalys). E così, nonostante la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Huawei ha scavalcato Oppo in qualità di primo produttore di smartphone in Cina. Recentemente risalito (ancora una volta) alla ribalta per il lancio del P10 e del P10 Plus, Huawei ha infatti reso noto di aver consegnato circa 21 milioni di unità, con una quota di mercato del 18% (dati Canalys).<span id="more-5365"></span></p>
<p>E così, nonostante la fortissima crescita del 55%, Oppo non ha potuto far altro che cedere il primato, accontentandosi del secondo posto, con poco meno di 20 milioni di smartphone consegnati. A chiudere il podio ci pensa Vivo, con 17 milioni di pezzi e il 15% di quota di mercato.</p>
<p>Il tutto, peraltro, in un mercato che cresce con un ritmo del 9% su base annua. “Vi è una chiara indicazione che il mercato si stia consolidando. I primi tre attori, infatti, detengono circa il 50% dell’intera torta. Nello stesso trimestre, lo scorso anno, i tre avevano invece il 42% del mercato totale” – ha commentato Lucio Chen, analista di Canalys.</p>
<p>Per quanto riguarda le altre posizioni, Xiaomi è ora quinta, superata da Apple, in quarta posizione, con poco più di 9 milioni di smartphone nel trimestre.  </p>
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		<title>Smartphone Android, alcuni low cost inviano dati in Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 07:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Telefonini]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia corre il rischio di generare nuove polemiche, ma è difficilmente sottovalutabile. Secondo quanto riferito dal New York Times in un recente articolo, ogni 72 ore vengano trasferite nel paese asiatico informazioni sui contenuti dei messaggi, i contatti, le chiamate effettuate, le applicazioni usate e la geolocalizzazione senza il permesso degli utenti. Ma quale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia corre il rischio di generare nuove polemiche, ma è difficilmente sottovalutabile. Secondo quanto riferito dal New York Times in un recente articolo, ogni 72 ore vengano trasferite nel paese asiatico informazioni sui contenuti dei messaggi, i contatti, le chiamate effettuate, le applicazioni usate e la geolocalizzazione senza il permesso degli utenti. Ma quale è la fonte?<span id="more-5071"></span></p>
<p>Secondo quanto afferma Kryptowire, un’azienda specializzata nella sicurezza degli smartphone, la colpa sarebbe di un software realizzato dalla ditta cinese Shanghai Adups Technology Company e in grado di raccogliere tutti questi dati, inviandoli all’insaputa dell’utente verso la Cina.</p>
<p>In merito, la società ha riscontrato affermando che il software è presente su più di 700 milioni di dispositivi tra cui smartphone, tablet e auto intelligenti, ed è fruito soprattutto da un’azienda cinese che è rimasta, per ora, anonima. Adups ha poi precisato di non essere in alcun modo legata al governo cinese, allontanando così i sospetti di complicità con un programma di sorveglianza di massa. È inoltre noto che Adups fornisce il proprio software a Huawei e ZTE, e che il software sia indirizzato al solo mercato cinese. In proposito, Blue Products ha tuttavia affermato che sono almeno 120 mila i propri dispositivi negli Stati Uniti interessati da questo trasferimento di informazioni in Cina…</p>
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		<title>iPhone 6 troppo simile a smartphone cinese, Pechino lo mette all&#8217;angolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 17:54:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone6]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[iphone 6]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel variopinto mondo degli smartphone succede anche questo: l&#8217;iPhone 6 e il modello 6 Plus vengono ritenuti troppo simili ad un modello cinese e, secondo Pechino, violano la proprietà intellettuale. Dunque, la Cina decide di mettere al bando gli smartphone della società di Cupertino. La decisione, con effetto immediato, ha degli impatti ancora da quantificarsi. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel variopinto mondo degli smartphone succede anche questo: l&#8217;<strong>iPhone 6 </strong>e il modello 6 Plus vengono ritenuti troppo simili ad un modello cinese e, secondo Pechino, violano la proprietà intellettuale. Dunque, la Cina decide di mettere al bando gli smartphone della società di Cupertino.<span id="more-4803"></span></p>
<p>La decisione, con effetto immediato, ha degli impatti ancora da quantificarsi. La società di Cupertino ha infatti già in mente di fermare la produzione dei due modelli, visto e considerato che presto nei negozi ci sarà spazio per l&#8217;iPhone 7. E ancor prima del bando di Pechino, numerosi negozi cinesi avevano comunque &#8220;anticipato&#8221; il comportamento del Paese asiatico, affermando di non voler vendere i modelli ora discussi poichè superati da altri smartphone.</p>
<p>Tornando al dato di fatto, l&#8217;autorità di regolamentazione di Pechino, l&#8217;Intellectual Property Bureau, ha affermato che il design degli iPhone copierebbe in maniera illecita un brevetto detenuto dalla Shenzhen Baili per il design del proprio modello di cellulare 100C. Una posizione chiara, che non potrà che avere delle ripercussioni su Apple, sia a livello commerciale (sebbene siano aleatorie le stime in merito) che a livello di immagine. </p>
<p>La Cina, d&#8217;altronde, rappresenta ad oggi il secondo mercato per dimensioni dietro a quello degli Stati Uniti, e potenzialmente potrebbe diventare il principale nel corso dei prossimi anni. Ed è proprio la frenata delle vendite in Cina una delle ragioni che ha portato l&#8217;azienda americana a rilasciare un bilancio trimestrale sotto le attese durante i primi tre mesi del 2016, per la prima flessione del fatturato in tredici anni.</p>
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		<title>Smartphone made in China, il 2015 è il loro anno?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 07:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[xiaomi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano a sovrapporsi le statistiche di vendita sugli smartphone asiatici e, in particolar modo, made in China. L&#8217;occasione è stata data dall&#8217;aggiornamento dei dati di vendita di Xiaomi, società che ha affermato di aver venduto ben 6,1 milioni di dispositivi nel solo corso del 2014, con ricavi volati rapidamente a quota 12 miliardi di dollari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.telefonini.com/wp-content/uploads/CFP457320554-141828_copy1-300x200.jpg" alt="CFP457320554-141828_copy1" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-4155" srcset="https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/CFP457320554-141828_copy1-300x200.jpg 300w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/CFP457320554-141828_copy1-75x50.jpg 75w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/CFP457320554-141828_copy1-120x80.jpg 120w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/CFP457320554-141828_copy1.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Continuano a sovrapporsi le statistiche di vendita sugli smartphone asiatici e, in particolar modo, made in China. L&#8217;occasione è stata data dall&#8217;aggiornamento dei dati di vendita di <strong>Xiaomi</strong>, società che ha affermato di aver venduto ben 6,1 milioni di dispositivi nel solo corso del 2014, con ricavi volati rapidamente a quota 12 miliardi di dollari e, soprattutto, grandissime aspettative per un 2015 che dovrebbe condurre <strong>Xiaomi </strong>a una consacrazione globale, forte anche dei tanti modelli in corso di graduale rilascio in patria, e al di fuori dei confini nazionali.</p>
<p>In termini più strettamente statistici, <strong>Xiaomi </strong>ha più che raddoppiato il fatturato nel corso dell&#8217;ultimo anno, portandolo alla già ricordata quota di 74,3 miliardi di yuan o, se preferite, circa 12 miliardi di dollari. Come riportato da Bloomberg, l&#8217;operatore asiatico avrebbe venduto 61,1 milioni di telefonini, con un incremento del 227% rispetto a quanto agito nell&#8217;anno precedente.</p>
<p>Per quanto concerne il futuro a breve termine, l&#8217;amministratore delegato della società ha dichiarato che le sorprese sono ben lungi dall&#8217;essere esaurite, considerato che proprio Xiaomi ha in mente l&#8217;uscita di un nuovo smartphone Redmi, e che tra pochi giorni avrà luogo una conferenza stampa nella quale verrà svelato un prodotto definito &#8220;importante&#8221;, pur senza ulteriori precisazioni.</p>
<p>Proprio <strong>Xiaomi </strong>(che in cinese significa &#8220;miglio&#8221;, inteso come cereale) negli ultimi mesi ha concluso positivamente un giro di finanziamenti da 1,1 miliardi di dollari, che ha condotto la sua valutazione intorno ai 45 miliardi di dollari. Il top management precisa in tal proposito che con i numeri sopra riportati l&#8217;operatore è divenuto la maggior compagnia per valore nel settore tecnologico, pur non ancora quotata. Secondo le dichiarazioni raccolte dai media internazionali, relative alle affermazioni dell&#8217;investitore russo Yuri Milner, Xiaomi avrebbe il potenziale di arrivare molto rapidamente ai 100 miliardi di dollari di valutazione, conquistandosi un ruolo di rilievo nel ristretto club del quale fanno parte Facebook e Alibaba.</p>
<p>Vedremo, nei prossimi giorni, quali saranno le novità commerciali apportate da Xiaomi, e quali i nuovi sviluppi di vendita.</p>
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