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	<title>batteria &#8211; Telefonini</title>
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	<description>Cellulari, Smartphone, Applicazioni, Accessori, Giochi</description>
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		<title>Come ricaricare lo smartphone con il sudore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 13:41:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Carica Batterie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fantascienza? Non proprio: un recente studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Università californiana di San Diego affermano che sia possibile sviluppare delle particolarissime pile a biocombustibile in grado di estrarre l&#8217;energia dal sudore e, di conseguenza, alimentare con essa piccoli dispositivi come i LED e le radio Bluetooth. Sempre secondo le elaborazioni compiute dai ricercatori, a parità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fantascienza? Non proprio: un recente studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Università californiana di San Diego affermano che sia possibile sviluppare delle particolarissime pile a biocombustibile in grado di estrarre l&#8217;energia dal sudore e, di conseguenza, alimentare con essa piccoli dispositivi come i LED e le radio Bluetooth.</p>
<p>Sempre secondo le elaborazioni compiute dai ricercatori, a parità di superficie queste specifiche pile a combustibile biologici sono in grado di generare 10 volte più potenza di qualsiasi altra pila indossabile esistente. Dotate di un particolare enzima che ossida l&#8217;acido lattico presente nel sudore al fine di generare corrente, è ovvio che l&#8217;invenzione potrebbe essere in grado di apportare importanti benefici all&#8217;intero comparto hi tech, sempre più alla ricerca di sistemi per poter alimentare dispositivi sempre più energivori.</p>
<p>Per il momento, pensare di poter strutturare smartphone in grado di alimentarsi costantemente con questo genere di pile potrebbe essere prematuro, ma se i prossimi studi dovessero dare i risultati sperati, ci troveremo dinanzi a una possibile rivoluzione nel settore, tanto che sarà sufficiente indossare queste speciali pellicole su una porzione ristretta della propria pelle per poter alimentare smartphone &#038; co.</p>
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		<title>Altro che Wi-Fi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Telefonini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 16:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DivertenTel]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altro che Wi-Fi&#8230; Siamo tutti legati! 😉</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/telefonini-tutti-legati-747x1024.jpg" alt="" width="747" height="1024" class="alignleft size-large wp-image-8254" srcset="https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/telefonini-tutti-legati-747x1024.jpg 747w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/telefonini-tutti-legati-219x300.jpg 219w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/telefonini-tutti-legati-768x1053.jpg 768w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/telefonini-tutti-legati.jpg 1314w" sizes="(max-width: 747px) 100vw, 747px" />Altro che Wi-Fi&#8230; Siamo tutti legati! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </p>
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		<title>Huawei ricarica metà batteria in cinque minuti</title>
		<link>https://www.telefonini.com/huawei-ricarica-meta-batteria-in-cinque-minuti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 18:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carica Batterie]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Huawei sembra avere molto a cuore i vostri smartphone. E, soprattutto, la possibilità di utilizzarli senza che improvvisamente la batteria del dispositivo vi saluti in maniera inerosabile, lasciandovi senza energia proprio sul più bello. E così, nel corso degli ultimi giorni, la società è tornata su una promessa che aveva compiuto più di due anni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Huawei sembra avere molto a cuore i vostri smartphone. E, soprattutto, la possibilità di utilizzarli senza che improvvisamente la batteria del dispositivo vi saluti in maniera inerosabile, lasciandovi senza energia proprio sul più bello.</p>
<p>E così, nel corso degli ultimi giorni, la società è tornata su una promessa che aveva compiuto più di due anni fa, senza però mantenerla in pieno: consentirvi di ricaricare metà batteria (o quasi, il 48%) in circa cinque minuti.<span id="more-5560"></span></p>
<p>Il rinnovo della promessa è ora stato lanciato attraverso il canale YouTube del noto produttore asiatico, in cui il gruppo ha mostrato una clip che ritrae uno dei suoi dispositivi con la batteria completamente a terra, con l&#8217;accumulatore che però torna a metà della propria capacità nell&#8217;arco di soli cinque minuti. </p>
<p>Accompagnato a tale clip è anche il messaggio secondo cui Huawei annuncia con particolare orgoglio il fatto che la tecnologia in questione è già in via di sviluppo sul proprio laboratorio, consentendo dei tempi di ricarica di smartphone e di altri dispositivi più veloci 10 volte rispetto a quelli garantiti dai sistemi che oggi sono in corrente utilizzo.</p>
<p>Non è però ancora detto quando Huawei tornerà sull&#8217;argomento in maniera più esplicita. Secondo alcuni analisti, il Mobile World Congress di Barcellona potrebbe essere l&#8217;occasione giusta, ma secondo i più prudenti tra l&#8217;annuncio e la concretizzazione di un simile auspicio passerà ancora più tempo&#8230;  </p>
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		<title>Smartphone, cresce l&#8217;ansia da ricarica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 20:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carica Batterie]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ansia da ricarica della batteria del proprio smartphone? E&#8217; sempre più diffusa e frequente, così come è sempre più diffuso e frequente lo smartphone al &#8220;centro&#8221; delle nostre giornate lavorative, o del nostro tempo libero. A ricordarlo negli scorsi giorni è stato un interessante intervento da parte di Paolo Abati, Direttore generale di Estrea, una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ansia da ricarica della batteria del proprio smartphone? E&#8217; sempre più diffusa e frequente, così come è sempre più diffuso e frequente lo smartphone al &#8220;centro&#8221; delle nostre giornate lavorative, o del nostro tempo libero.</p>
<p>A ricordarlo negli scorsi giorni è stato un interessante intervento da parte di Paolo Abati, Direttore generale di Estrea, una multiutility toscana nel settore dell&#8217;energia, che ha affermato come &#8220;tutti noi viviamo con gli smartphone sempre in mano, per qualsiasi attivita’, dal lavoro alla ricerca su internet nei momenti di pausa&#8221;.</p>
<p>Di qui, ha poi proseguito Abati, una situazione che &#8220;ingenera un costante terrore di rimanere con la batteria scarica, ma sarebbe buona abitudine cercare di fare scaricare il più possibile la batteria del cellulare e poterla ricaricare soltanto una/due volte al giorno, quando ce n’è veramente la necessita’, in modo da avere cosi’ un doppio effetto: da un lato, un risparmio di energia, perché se tutti adottassimo buone pratiche avremmo anche dei risparmi significativi; dall’altro faremmo durare di più le batterie dei nostri apparecchi, che sarebbero meno ‘stressate’ dalle continue ricariche&#8221;.</p>
<p>La sindrome dell&#8217;ansia da ricarica, che si manifesta con palpitazioni e sudorazioni eccessive, si manifesta principalmente di notte, visto e considerato che ben il 41% dei casi compaiono proprio nelle ore in cui si dovrebbe dormire. Segue la mattina, in cui ci sarebbe una vera e propria corsa per poter ricaricare il proprio cellulare prima di iniziare la giornata.</p>
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		<title>Ricaricare lo smartphone di notte è sbagliato e pericoloso</title>
		<link>https://www.telefonini.com/ricaricare-lo-smartphone-di-notte-e-sbagliato-e-pericoloso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 06:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carica Batterie]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se anche voi avete l&#8217;abitudine di ricaricare lo smartphone durante le ore notturne, sappiate che tale abitudine è sbagliata e pericolosa. Un&#8217;azione comoda (la notte per molte persone è l&#8217;unico momento della giornata in cui si può lasciar riposare il proprio smartphone, trovandolo ricaricato al 100% al risveglio), ma che secondo quanto afferma un recente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se anche voi avete l&#8217;abitudine di ricaricare lo smartphone durante le ore notturne, sappiate che tale abitudine è sbagliata e pericolosa. Un&#8217;azione comoda (la notte per molte persone è l&#8217;unico momento della giornata in cui si può lasciar riposare il proprio smartphone, trovandolo ricaricato al 100% al risveglio), ma che secondo quanto afferma un recente articolo del Mirror sarebbe molto pericolosa non solamente per la salute dello stesso smartphone, quanto per quella di tutti.<span id="more-5419"></span></p>
<p>Di fatti, avviene che, rimanendo in carica per delle ore, lo smartphone si ricarica continuamente al massimo dell&#8217;energia, danneggiando la batteria che, nel lungo periodo, darà prestazioni sempre meno convincenti.</p>
<p>Per la salute degli occupanti dell&#8217;appartamento nel quale è presente lo smartphone perennemente alla ricarica notturna, il rischio è che il telefono possa surriscaldarsi e, di conseguenza, a contatto con lenzuola, cuscini e altro, possa provocare un incendio.</p>
<p>Ma come evitare ogni rischio?</p>
<p>Molto semplicemente, è sufficiente ricaricare lo smartphone in orari in cui siamo svegli e vigili, evitando di metterlo vicino a oggetti facilmente infiammabili. Evitate inoltre cariche troppo lunghe, e quelle che continuano ad alimentare il cellulare anche una volta raggiunta la piena carica (100%).</p>
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		<title>5 regole per ricaricare bene la batteria del cellulare</title>
		<link>https://www.telefonini.com/5-regole-per-ricaricare-bene-la-batteria-del-cellulare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2017 18:14:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<category><![CDATA[Carica Batterie]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[caricare batteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete ricaricare correttamente la batteria del vostro cellulare? Forse si, o forse no. In ogni caso, val la pena cercare di tenere a mente alcuni consigli che gli esperti hanno avuto modo di condividere negli ultimi mesi, e che potrebbero rappresentare un buon punto di partenza per cercare di ottimizzare il proprio sforzo di gestione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete ricaricare correttamente la batteria del vostro cellulare? Forse si, o forse no. In ogni caso, val la pena cercare di tenere a mente alcuni consigli che gli esperti hanno avuto modo di condividere negli ultimi mesi, e che potrebbero rappresentare un buon punto di partenza per cercare di ottimizzare il proprio sforzo di gestione energetica. Ma quali?<span id="more-5358"></span></p>
<p>In primo luogo, bene evitare di far scaricare completamente il telefono, poichè così facendo le batterie agli ioni di litio si rovinano e finiscono con il durare di meno. Se quanto sopra è vero, è anche vero che è bene evitare di lasciare il cellulare troppo in carica e fargli raggiungere il 100%: l&#8217;ideale sarebbe invece collegare il cellulare alla corrente più volte durante la giornata, ma per periodi di tempo non troppo lunghi.</p>
<p>In terzo luogo, rimuovete sempre il telefono dalla custodia quando effettuate una ricarica, poichè le cover rischiano di surriscaldare lo smartphone, con effetti negativi sulla durata della batteria. Quarto suggerimento, simile al precedente, è quello di non ricaricare il telefono a temperature troppo alte, maggiori di 32 gradi.</p>
<p>Infine, evitate di abbandonare il telefono scarico. Anche se sapete che non utilizzerete lo smartphone per diverso tempo, è meglio non lasciare che si spenga per esaurimento dell&#8217;energia contenuta nella batteria, poichè questo potrebbe rendere impossibile una nuova ricarica.</p>
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		<title>Facebook? È l’app “ammazza-batteria”</title>
		<link>https://www.telefonini.com/facebook-e-lapp-ammazza-batteria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 07:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’app di Facebook è – per eccellenza – il software “ammazza-batteria” dei nostri smartphone. Un’affermazione non certo nuova, che tuttavia nel corso degli ultimi giorni è tornata prepotentemente “di moda” in seguito alla pubblicazione di un approfondimento del Guardian, secondo cui disinstallare l’app di Facebook da uno smartphone Android farebbe guadagnare il 20% di batteria, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’app di <strong>Facebook </strong>è – per eccellenza – il software “ammazza-batteria” dei nostri smartphone. Un’affermazione non certo nuova, che tuttavia nel corso degli ultimi giorni è tornata prepotentemente “di moda” in seguito alla pubblicazione di un approfondimento del Guardian, secondo cui disinstallare l’app di Facebook da uno <strong>smartphone Android</strong> farebbe guadagnare il 20% di batteria, e farlo da uno smartphone iPhone farebbe invece conquistare un 15% in più.</p>
<p>A prescindere dall’utilizzo, lo studio ha dedotto che su <strong>sistema operativo Android</strong> la rimozione dell&#8217;app del social network consentirebbe di avviare le altre applicazioni fino al 15 per cento più rapidamente. Pur senza individuare, nello specifico, il problema, è stato indicato come la presenza dell’app del social incida sulle prestazioni dello smartphone nel complesso. <span id="more-4635"></span></p>
<p>Dunque, la conclusione è che l’app di <strong>Facebook </strong>consuma molto, e lo fa anche quando è “silente”, con la deduzione che probabilmente il software del social network fa molta più attività in background di quanto appaia e di quanto, probabilmente, sia dovuto. Un’alternativa low-energy potrebbe essere quella di usare Facebook all&#8217;interno di Chrome: in seguito agli aggiornamenti recenti, è possibile godere di un’esperienza di utilizzo perfettamente comparabile.</p>
<p>Lo stesso comportamento si può inoltre replicare su <strong>iOS</strong>, il sistema operativo di Apple. Stando all’approfondimento curato dal Guardian, Facebook mobile da Safari è perfettamente usabile, con qualche difficoltà nella sola attività di condivisione di foto o video, che richiede qualche passaggio in più. Non sono inoltre fruibili i c.d. “Instant Articles” (ma in Italia sembra che quasi nessuno lo consideri un cruccio). Dunque, fin quando Facebook non svilupperà una migliore ottimizzazione energetica sulla propria app, val forse la pena ricorrere al browser. Pare che l’esperienza di utilizzo non sia affatto male e, in fondo, sia un piccolo sforzo da compiere per il benessere e la longevità della batteria dei vostri smartphone.</p>
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		<title>Ricarica ultra rapida dello smartphone grazie a invenzione asiatica</title>
		<link>https://www.telefonini.com/ricarica-ultra-rapida-dello-smartphone-grazie-a-invenzione-asiatica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 06:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carica Batterie]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È possibile ricaricare la batteria dello smartphone in soli due minuti, dimenticandosi in tal modo di collegare il proprio dispositivo preferito ogni giorno per un’ora o più? Ebbene, la risposta potrebbe essere positiva. O, almeno, lo sarà appena l’invenzione asiatica dei ricercatori della Nanyang Technology University (NTU) di Singapore, diverrà realtà commercialmente applicabile ai dispositivi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.telefonini.com/ricarica-ultra-rapida-dello-smartphone-grazie-a-invenzione-asiatica/">Ricarica ultra rapida dello smartphone grazie a invenzione asiatica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.telefonini.com">Telefonini</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.telefonini.com/wp-content/uploads/batteria-300x209.jpg" alt="batteria" width="300" height="209" class="alignleft size-medium wp-image-4084" srcset="https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/batteria-300x209.jpg 300w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/batteria-495x346.jpg 495w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/batteria-50x35.jpg 50w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/batteria.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È possibile <strong>ricaricare la batteria dello smartphone in soli due minuti</strong>, dimenticandosi in tal modo di collegare il proprio dispositivo preferito ogni giorno per un’ora o più? Ebbene, la risposta potrebbe essere positiva. O, almeno, lo sarà appena l’invenzione asiatica dei ricercatori della Nanyang Technology University (NTU) di Singapore, diverrà realtà commercialmente applicabile ai dispositivi mobili.</p>
<p>Ad ogni modo, secondo quanto affermano i ricercatori universitari, sarebbe possibile creare un nuovo tipo di batteria che può ricaricarsi fino al 70% in appena due minuti, con un <strong>ciclo di vita di ben 20 anni</strong>, e pertanto molto superiore ai cicli di vita attualmente propri delle batterie agli ioni di litio.</p>
<p>Per quanto ovvio, una simile innovazione avrebbe un impatto straordinariamente elevato nel campo dei dispositivi elettronici mobili, e altresì in quello dei veicoli elettrici, in cui uno degli ostacoli principali è proprio dato dalle lungaggini di ricarica della batteria. Ma in che modo i ricercatori del NTU sono riusciti a compiere questo imponente passo in avanti?</p>
<p>Stando a quanto dichiarato dal team, tali risultati sarebbero stati raggiunti grazie all’applicazione di uno speciale gel al diossido di titanio che può  accelerare enormemente la reazione chimica che si verifica all&#8217;interno della batteria, velocizzando così i tempi di ricarica. In queste nuove batterie, la forma del diossido di titanio, normalmente sferita, è stata modificata grazie a nanotubi con un diametro migliaia di volte inferiore a quello di un capello umano, e senza necessità di utilizzare degli additivi che possano fissare gli elettroni all’anodo.</p>
<p>“Le auto elettriche saranno in grado di incrementare enormemente la loro autonomia, con appena cinque minuti di ricarica, il che equivale al tempo necessario per mettere benzina nelle auto attuali” – ha affermato Chen Xiaodong, responsabile della scuola di Scienza e di Ingegneria dei Materiali alla NTU – “Altrettanto importante, adesso potremo drasticamente tagliare i rifiuti tossici generati dallo smaltimento delle batterie, dal momento che i nostri dispositivi durano 10 volte più a lungo dell&#8217;attuale generazione di batterie agli ioni di litio”.</p>
<p>Rimane ora da superare lo scoglio più arduo da affrontare: ottenere dei finanziamenti che possano supportare il progetto verso il lancio commerciale che avverrà nel corso di due anni.</p>
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		<title>Ricaricare lo smartphone con il proprio movimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 06:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carica Batterie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama Ampy, e potrebbe presto diventare un gadget davvero indispensabile per tutti quegli sportivi che hanno timore di rimanere con la batteria dello smartphone “a secco”. Ampy è infatti un piccolo dispositivo attualmente in fase di crowdfunding su Kickstarter, che permette di creare energia elettrica sulla base del proprio movimento corporeo. Stando a quanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.telefonini.com/wp-content/uploads/ampy-300x200.jpg" alt="ampy" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-4078" srcset="https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/ampy-300x200.jpg 300w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/ampy-495x330.jpg 495w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/ampy-75x50.jpg 75w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/ampy-120x80.jpg 120w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/ampy.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Si chiama <strong>Ampy</strong>, e potrebbe presto diventare un gadget davvero indispensabile per tutti quegli sportivi che hanno timore di rimanere con la batteria dello smartphone “a secco”.  Ampy è infatti un piccolo dispositivo attualmente in fase di crowdfunding su Kickstarter, che permette di creare energia elettrica sulla base del proprio movimento corporeo. </p>
<p>Stando a quanto sostengono i suoi ideatori sulla piattaforma di raccolta fonti, basterebbero circa 10 mila passi, un’ora in bici o 30 minuti di corsa per poter <strong>accumulare un’energia elettrica sufficiente per utilizzare lo smartphone correntemente per 3 ore</strong>, o – in alternativa – fruire dello smartwatch per 24 ore, o di un fitness tracaker per 72 ore.</p>
<p>L’utilizzo di Ampy è molto semplice: è sufficiente muoverlo e, pertanto, legarlo al braccio o alla gamba durante le attività aerobiche, o ancora più facilmente metterlo in tasca durante camminate e altre attività quotidiane. Il magnete presente in Ampy si muoverà all’interno di una bobina, trasformando l’energia cinetica in energia elettrica pulita e – oltretutto – <strong>completamente gratis</strong>.</p>
<p>Se il prodotto vi sembra particolarmente utile, sappiate che attualmente non vi è la possibilità di mettere le mani su Ampy, visto e considerato che il progetto è ancora in corso d’opera e che – nonostante le buone premesse – dovrà ancora passare attraverso nuove fasi di testing. Se avete intenzione di supportare la realizzazione di Ampy, non vi rimane altro da fare che <a href="https://www.kickstarter.com/projects/1071086547/ampy-power-your-devices-from-your-motion" target="_blank">consultare la pagina relativa su Kickstarter e fornire il proprio contributo</a>: c’è tempo fino al prossimo 10 novembre 2014.</p>
<p>Per quanto concerne le ulteriori caratteristiche del prodotto, ricordiamo che il prezzo fissato per uno dei dispositivi sarà pari a circa 100 dollari, con tre accessori inclusi e timing della spedizione con decorrenza giugno 2015. Il dispositivo dovrebbe essere anche in grado di informare il suo utilizzatore sulla carica a disposizione all’interno dell’accessorio, da collegare quindi a tutti i principali device mobili attraverso i cavi in dotazione.</p>
<p>A nostro giudizio, il dispositivo potrebbe riscuotere un discreto successo tra gli amanti del fitness e delle energie pulite. Potrebbe inoltre tramutarsi in uno straordinario ritrovato per tutte quelle comuni situazioni di emergenza, e per le zone in cui l’energia elettrica non è immediatamente (o sempre) accessibile.</p>
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		<title>Viro, arriva lo smartphone che non si deve ricaricare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 10:38:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[viro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli elementi in grado di influenzare maggiormente la scelta di uno smartphone, la durata della batteria rappresenta certamente uno dei valori di cui si tiene più considerazione. Merito, si dirà, della possibilità di potersi dimenticare, almeno per un giorno, della necessità di dover ricollegare lo smartphone al caricabatterie, godendo dunque di un’autonomia che permetterà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.telefonini.com/wp-content/uploads/viro-smartphone.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.telefonini.com/wp-content/uploads/viro-smartphone-300x168.jpg" alt="viro" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-3984" srcset="https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/viro-smartphone-300x168.jpg 300w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/viro-smartphone-495x278.jpg 495w, https://www.telefonini.com/wp-content/uploads/viro-smartphone.jpg 628w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tra gli elementi in grado di influenzare maggiormente la scelta di uno <strong>smartphone</strong>, la durata della batteria rappresenta certamente uno dei valori di cui si tiene più considerazione. Merito, si dirà, della possibilità di potersi dimenticare, almeno per un giorno, della necessità di dover ricollegare lo smartphone al caricabatterie, godendo dunque di un’autonomia che permetterà di fruire con maggiore serenità di tutte le potenzialità del dispositivo.</p>
<p>Ebbene, al fine di aggirare quello che – in evidenza – è un annoso problema, il mese prossimo verrà presentato uno smartphone che si preannuncia rivoluzionario: <strong>Viro</strong>. Prodotto dalla Revolve, Viro potrebbe realmente rivoluzionare il mercato dei dispositivi mobili, considerato che tra le principali caratteristiche tecniche dello smartphone vi è la possibilità di non dover ricaricare il device.</p>
<p>L’annuncio di tale specifica tecnica “miracolosa” ha creato un’immediata curiosità da parte di tutti gli addetti ai lavori, che si domandano quale sia la tecnologia alla base della possibilità di non dover ricollegare il Viro al caricabatterie.</p>
<p>Sebbene la start up che ha condotto la fase di produzione non abbia ancora svelato alcunchè, da voci di corridoio è emerso come il Viro sarà in grado di sfruttare l’energia meccanica dovuta alle vibrazioni acquisite nel movimento in energia elettrica. Il tutto, grazie a un materiale che sfrutta la capacità di alcuni materiali cristallini di polarizzarsi, determinando quindi una differenza di potenziale utile per poter ricaricare l’energia del dispositivo.</p>
<p>Il vero punto interrogativo è tuttavia un altro. Sancito che tale tecnologia non è né nuova né pienamente rivoluzionaria, rimane infatti da comprendere in che modo la società sia riuscita ad applicarla per ricaricare l’energia di un device che ha una dotazione hardware di tutto rispetto, e che pertanto necessità di potenzialità di livello.</p>
<p>Per quanto concerne le altre caratteristiche del dispositivo, sembra che il cellulare possa vantare una scocca di metallo (oramai un vero e proprio must all’interno del comparto), oltre a un design lineare e minimale. Il dispositivo ha inoltre ottenuto la certificazione di resistenza alle immersioni in acqua dolce fino a 8 metri di profondità e senza limite di tempo .<br />
Ancora ignoto il prezzo di vendita: considerata l’unicità del device ,è possibile tuttavia che la fascia di prezzo possa collocarsi ai vertici di mercato. </p>
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