Negli ultimi giorni ha trovato diffusione una notizia, lanciata dal Washington Post, che a sua volta la richiama dal Scientific Reports, secondo cui uno studio australiano avrebbe ipotizzato che le nuove abitudini di utilizzo dello smartphone sarebbero in grado di apportare dei cambiamenti al nostro scheletro, facendoci crescere delle particolari protuberanze.
Nel loro studio i ricercatori australiani sostenevano di aver analizzato le radiografie del cranio di 1.200 pazienti tra i 18 e gli 86 anni, e di aver scoperto che nella fascia degli under 30 la percentuale degli speroni ossei a livello di protuberanza occipitale esterna, era superiore in maniera netta rispetto alle altre fasce anagrafiche.
Non si tratta, comunque, di “corna”, come mediaticamente ribattezzato da molti. In realtà gli speroni di cui sopra possono mutare con relativa facilità, sulla base delle sollecitazioni alle quali li sottoponiamo.
Ora, sulla sola base di quanto sopra, i ricercatori australiani sono arrivati ad ipotizzare che il prolungamento degli speroni ossei derivi dall’uso di smartphone e di altri dispositivi che costringono a posizionare la testa in maniera erronea, facendo sì che gravi troppo sui muscoli del collo.
In realtà, non pare vi sia grande verità dietro a tutto questo, considerato che non ci sono delle prove secondo cui gli speroni stiano diventando più frequenti tra i più giovani, e che questo fatto sia dovuto proprio all’uso degli smartphone. Innanzitutto, il campione esaminato faceva riferimento a pazienti che già si erano rivolti a una clinica chiropratica, presumibilmente per qualche problema. In secondo luogo, non è stato chiarito in che modo sia stato formato il campione, rendendo dunque vana l’analisi.
Insomma, usare gli smartphone non farà crescere le corna.