Smartphone

Xiaomi ammette crollo vendite in Cina

Brutte notizie per Xiaomi, una delle “tigri” asiatiche nel mondo degli smartphone. Il produttore ha infatti dovuto ammettere che nel corso dell’ultimo trimestre le vendite cinesi sono calate drasticamente, scendendo dal primo al quarto posto nella classifica delle vendite nel mercato interno, dopo Huawei, Oppo e Vivo.

Insomma, stando almeno a guardare i numeri, sembra che nell’incredibile meccanismo di Xiaomi qualcosa si sia inceppato in maniera – speriamo – temporanea. Nato nel 2010, il gruppo ha scalato in pochi anni la classificazione dei maggiori costruttori di telefonia cinesi, e sebbene non esporti ancora nel vecchio e nel nuovo Continente, il suo nome è oramai associato a smartphone di buona qualità, e prezzi concorrenziali.

Eppure, in Cina le vendite di Xiaomi si sono praticamente fermate, e in un trimestre la società ha perso il 38,4 per cento in termini di numeri di smartphone collocati internamente. Un crollo pressochè verticale, considerato che nei tre mesi assunti in esame i dispositivi venduti sono passati da 17,1 a 10,5 milioni, facendo sprofondare il gruppo di Pechino al quarto posto dei produttori cinesi.

Dei tre leader cinesi, inoltre, solo Huawei esporta all’estero, mentre gli altri due, Vivo e Oppo, si dedicano esclusivamente al mercato orientale.

Secondo gli analisti, le ragioni di questa frenata sarebbero ascrivibili a fatto ristrutturali: fino a questo momento, senza canali di distribuzione da mantenere e poggiando la propria promozione principalmente sul passaparola, la società ha potuto costruire valide fortune. Ora, però, la concorrenza aggressiva dei concorrenti la sta mettendo in seria, serissima difficoltà…

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