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Visite e certificati, il dottore diventa 2.0

\"\"Il mondo delle app per smartphone ha cambiato la visione di molti settori della società odierna. Non poteva non influenzare anche quella della medicina, in particolare il ramo che riguarda i medici di famiglia. Visite, certificati medici e quant’altro sembrano aver virato verso la dimensione 2.0. In futuro davvero la cara e fedele borsa in cuoio, compagna di ogni medico, potrà andare definitivamente in pensione?

Per ascoltare il battito del cuore invece del fonendoscopio il medico oggi può utilizzare il proprio smartphone appoggianndolo al petto del paziente, grazie a iStethoscope, un\’applicazione sviluppata all\’University College London (e scaricata da oltre 3 milioni di persone) che trasforma l\’iPhone in un dispositivo medico. iTrem invece permette al medico di monitorare il tremore dei pazienti con morbo di Parkinson: il malato non solo risparmia tempo e denaro riducendo il numero delle visite, ma può sottoporsi a valutazioni più frequenti utili a definire il dosaggio di farmaci più adeguato al singolo caso.
Il successo delle applicazioni per smartphone nel campo medico è evidenziato anche da uno studio del Manhattan Research, che afferma che i due terzi dei medici Usa utilizzano nella loro professione uno smartphone e si prevede che la percentuale toccherà il 90% entro la fine dell’anno appena arrivato. Nel nostro Paese il 30% dei medici possiede uno smartphone, ma pochi lo utilizzano per fini clinici, anche se i numeri tendono a crescere. Lo scopo, più che una sostituzione dei vecchi metodi, è quella di avere accesso ad informazioni in modo rapido. Alcune app sono dei veri e propri software, altri invece degli utili strumenti per il lavoro quotidiano, come ad esempio il prontuario farmaceutico che il dottore può consultare facilmente sul suo dispositivo, per sapere tutto su dosaggi, indicazioni, ed effetti collaterali. Con aggiornamenti mensili.

C’è spazio per ogni tema nello sconfinato mare delle applicazioni per smartphone, a cui possono attingere i medici di famiglia. C’è molto materiale anche per i certificati. Un programma permette di compilare e trasmettere all\’Inps i certificati di malattia, e se il medico scopre un neo sospetto? Gli basterà scattare una foto, sempre col telefonino, e confrontare l’immagine con milioni di altre e con le relative diagnosi, in un database globale.
Queste innovazioni non vengono utilizzate però soltanto dai medici di famiglia, anche nelle corsie ospedaliere, qualche equipe di medici, invece delle cartelle cliniche utilizzano il tablet, riducendo così anche il rischio di errori. Le nuove tecnologie permettono, inoltre, una migliore comunicazione tra medico e paziente. Animazioni mediche in tre dimensioni, tablet e smartphone possono dare un’idea migliore dei tipi di interventi che il paziente dovrà subire. L’ospedale Bambino Gesù ad esempio ha messo a disposizione dei pazienti un\’applicazione gratuita per smartphone con cui prenotare e pagare visite, leggere referti e consultare le notizie archiviate nel proprio fascicolo sanitario, accessibile così in qualunque momento e da qualsiasi luogo.

Oltre a questo, c’è il settore dedicato alla sperimentazione. Molte sono le app ancora in fase di studio, come ad esempio una denominata CTCAE-4, sviluppata all\’Università di Padova, che raccoglie informazioni sui possibili eventi avversi in campo oncologico.
In questo caso, molto più che in altri, la parola prudenza deve essere posizionata in cima alla lista. E’ chiaro che i vantaggi
delle nuove tecnologie sono evidenti, ma l\’interrogativo pressante è: \”sono davvero efficaci?\” Le più importanti riviste scientifiche non si sono ancora pronunciate a riguardo, ne tanto meno esistono studi che dimostrino l\’uguale capacità di attrezzi manuali con un app per lo smartphone. Riconoscere un soffio cardiaco o distinguere i rumori polmonari è la stessa cosa se fatto con l’app o con lo stetoscopio?

di Daniele Trenca

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