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Stampante 3D può sbloccare gli smartphone?

Le stampanti 3D potrebbero far crollare il mito di un sistema di bloccaggio sicuro per gli smartphone, come quello delle impronte digitali? È quanto si sta ritenendo, in misura crescente, sul territorio USA, dove la polizia è sempre più convinta della possibilità di poter avere accesso ai contenuti di un telefonino protetto con il lettore di impronte digitali, senza dover necessariamente chiedere aiuto (spesso, negato) alle case produttrici.

In particolare, la polizia starebbe sfruttando una debolezza nota già da anni ai produttori di impronte digitali, e su cui alcune aziende stanno alacremente lavorando: attraverso una comune stampane 3D dotata di elevato grado di precisione, si può infatti effettuare un calco dell’impronta. E sarebbe proprio questa, riporta la stampa a stelle e strisce, la via intrapresa dalle autorità statunitensi.

Riportata da diversi media americani, la notizia non riferisce comunque se l’operazione intentata abbia dato dei risultati positivi, né quale sia il dispositivo su cui è stato tentato tale procedimento. Ad ogni modo, non sono pochi coloro che hanno legato tale informazione alla possibilità che sia un device iOS o Android (e in particolar modo, tra i primi, l’iPhone di Apple di nuova generazione) il dispositivo “interessato”.

Al di là della relazione con le inchieste giudiziarie, i media sottolineano comunque come i tentativi di riprodurre le impronte digitali è la conferma che la biometrica non ha ancora raggiunto i più solidi livelli di sicurezza e che, in fondo, una password è ancora il sistema “migliore” per poter proteggere i propri dati…

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