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Riecco il Commodore 64 (o quasi) sotto forma di cellulare

Chi ha più di 30/35 anni, probabilmente ricorderà – e non senza qualche lacrima di nostalgia – il “mitico” Commodore 64, antenato delle attuali console e computer. Defunto da tempo, il Commodore sta però tornando per merito dell’idea di un italiano, Massimo Cangiani. Ma in che modo?

Il 20 maggio 2015 Canigiani ha chiesto e ottenuto all’ufficio brevetti dell’UE il diritto esclusivo del marchio Commodore, registrandolo in 38 Paesi: la società è fallita nel 1994, e nonostante vari passaggi di proprietà, per 5 anni nessuno ha più utilizzato il brand, lasciandolo così libero per le idee dell’imprenditore italiano. “Ovviamente non potevamo pensare ad un nuovo sistema operativo – spiega Canigiani sulle pagine della Gazzetta di Mantova –, così abbiamo fatto come tutti gli altri, rivolgendoci al mercato dei prodotti Android, ma inserendo degli “emulatori” per far girare i giochi originali Commodore e Amiga”.

“Io sono partito, forse come tanti, chiedendomi che fine aveva fatto la Commodore, che con le sue consolle ha fatto giocare il mondo intero – spiega Canigiani –. Per me era una sorta di mistero la sua sparizione, visto che ancora oggi il Commmodore 64 è il computer più venduto della storia, con oltre 22 milioni di esemplari”. E così, per poter ridare lustro al brand, Canigiani e il socio Carlo Scattolini hanno dato vita alla nuova società Commodore Business Machines, lanciando un nuovo smartphone: “Abbiamo deciso di chiamarlo Pet, come il primo computer della Commodore – prosegue l’imprenditore –. In un anno, dal lancio sul mercato nel giugno del 2015, abbiamo superato i centomila esemplari venduti. Ma ora siamo pronti a proporre il nuovo prodotto che si chiamerà Leo, leone. Un nome scelto perché corto come Pet e significativo”.

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