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iPhone 6 troppo simile a smartphone cinese, Pechino lo mette all’angolo

Nel variopinto mondo degli smartphone succede anche questo: l’iPhone 6 e il modello 6 Plus vengono ritenuti troppo simili ad un modello cinese e, secondo Pechino, violano la proprietà intellettuale. Dunque, la Cina decide di mettere al bando gli smartphone della società di Cupertino.

La decisione, con effetto immediato, ha degli impatti ancora da quantificarsi. La società di Cupertino ha infatti già in mente di fermare la produzione dei due modelli, visto e considerato che presto nei negozi ci sarà spazio per l’iPhone 7. E ancor prima del bando di Pechino, numerosi negozi cinesi avevano comunque “anticipato” il comportamento del Paese asiatico, affermando di non voler vendere i modelli ora discussi poichè superati da altri smartphone.

Tornando al dato di fatto, l’autorità di regolamentazione di Pechino, l’Intellectual Property Bureau, ha affermato che il design degli iPhone copierebbe in maniera illecita un brevetto detenuto dalla Shenzhen Baili per il design del proprio modello di cellulare 100C. Una posizione chiara, che non potrà che avere delle ripercussioni su Apple, sia a livello commerciale (sebbene siano aleatorie le stime in merito) che a livello di immagine.

La Cina, d’altronde, rappresenta ad oggi il secondo mercato per dimensioni dietro a quello degli Stati Uniti, e potenzialmente potrebbe diventare il principale nel corso dei prossimi anni. Ed è proprio la frenata delle vendite in Cina una delle ragioni che ha portato l’azienda americana a rilasciare un bilancio trimestrale sotto le attese durante i primi tre mesi del 2016, per la prima flessione del fatturato in tredici anni.

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