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I dispositivi mobili superano il numero degli esseri umani

\"\"Il 2012 è l’anno del sorpasso tra i device portatili e la popolazione mondiale. Se a fine ottobre 2011 la Terra ha sfondato il muro di 7 miliardi di individui, i dispositivi mobili hanno abbondantemente superato questa cifra ambita. Qualcuno potrebbe leggere questo sorpasso in maniera apocalittica, poiché gli esseri umani sembrano preferire il contatto mediato da quello diretto. I numeri però parlano chiaro: ad oggi i dispositivi portatili connessi al web sono sempre di
più: divisi tra smartphone, tablet, notebook e netbook essendo così più numerosi degli abitanti del Pianeta Terra.
Togliendo dunque dal totale degli abitanti del Mondo i neonati ed i bambini, significa che attualmente ogni persona dai 14 anni in su possiede in media oltre ad uno smartphone anche un notebook ed un tablet. Ma la cifra sembra destinata a salire senza sosta. Le stime dicono che nel 2016 saranno 10 miliardi i dispositivi mobili contro i 7,2 miliardi della popolazione. I dati provengono dalla Cisco, una delle aziende leader del settore a sapere chi, quando e soprattutto con cosa si connette al web. A contribuire al sorpasso sono stati prima di tutto gli smartphone che tra quattro anni occuperanno quasi la metà del traffico della Rete (48%). Vince perciò il binomio rapidità e portabilità del mezzo.

Il mondo del mobile sembra così aver perso ogni freno se si pensa che nel 2011 secondo la Gartner sono stati venduti ben 478 milioni di iPhone, un aumento di quasi il 60% rispetto all’anno precedente.
La diffusione non è confinata solo all’Europa, i terminali si moltiplicano anche in Africa per indicare anche in posti dove strade ed infrastrutture non esistono. Nel 2016 in Asia, l’area della Cina e del Giappone rappresenterà meno del 40% del traffico mondiale prodotto da sim, contro il 22% di Europa e il 18% di Stati Uniti.
Tuttavia è l’Africa e il Medio Oriente a registrare la crescita più forte (di oltre il 100%). La grande armata mobile, che ha superato gli esseri umani aumenta sempre più, contribuendo così a una maggiore condivisione di contenuti sul web.

di Daniele Trenca

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