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Entro l’anno più telefonini che persone

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telefoniniEntro la fine dell’anno vi saranno più telefonini che persone. La notizia relativa al target dei 7,3 miliardi di cellulari entro il 2014 ha conseguito una immediata ribalta globale, ma non tutti sembrano essere lieti di tale statistica.

Sul Corriere delle Comunicazioni, ad esempio, leggiamo le dichiarazioni di Mark Roden, ceo di Ding, uno dei principali fornitori di servizi top-up: “i cellulari hanno la capacità di migliorare enormemente le vite delle persone in alcune delle aree più povere del mondo dove comunicare non sarebbe altrimenti possibile” – afferma Roden, il quale ricorda tuttavia che “non importa quanti telefonini esistono – sono strumenti inutili se non hanno credito. E’ fantastico sapere che la telefonia mobile cresce a ritmi sensazionali, ma la nostra mission adesso è far sì che questi cellulari siano sempre ricaricati”.

Ad ogni modo, non è certo la prima volta che viene diramata una simile stima. Già lo scorso anni l’ITU, agenzia specializzata delle Nazioni Unite, sottolineava come entro 12 mesi il numero degli abbonamenti di telefonia mobile sottoscritti nel mondo avrebbe superato quello delle persone.

Nelle stesse statistiche, emergeva che circa 2,7 miliardi di persone (il 40% della popolazione mondiale) sono già online (e in misura crescente attraverso l’Internet mobile) e che nei Paesi in via di sviluppo la percentuale ha comunque già superato il 30%, rispetto al 77% dei Paesi sviluppati. Ancora, le statistiche ITU segnalavano come l’Europa abbia il primato del maggior tasso di accesso alla rete – pari al 75% – seguita dal continente americano (51%), dall’Asia (32%) e dall’Africa (16%). Nella “battaglia” dei generi, gli uomini si scoprono maggiori utilizzatori della rete, con una percentuale del 41% della popolazione maschile contro il 37% di quella femminile. In termini assoluti vi sono pertanto 1,3 miliardi di donne collegate online, contro 1,5 miliardi di uomini.

Ancora, ITU ricorda come a fine 2013 siano state 750 milioni le famiglie che hanno accesso a Internet, e che il 90% di quelle famiglie che non sono connesse a Internet risiedono nei Paesi in via di sviluppo. Tra il 2009 e il 2013 il tasso di penetrazione di Internet nell’ambito familiare è comunque cresciuto in misura più vistosa proprio nei mercati emergenti.

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