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Dipendenti da smartphone? C’è un’app che lo attesta

dipendenza da smartphone

dipendenza da smartphoneSe avete l’impressione di essere caduti nel tunnel della dipendenza da smartphone, ma volete avere un conforto (o una smentita), c’è un’app che fa per voi. Chiamata Checky, realizzata dalla Calm.com, start up nota agli utenti di device mobili per aver predisposto un’altra applicazione che aiuta a prendersi un momento di break dalla frenesia e dalla quotidianità lavorativa, Checky punta a creare una maggiore consapevolezza negli utenti dei dispositivi di telefonia e internet mobile, sancendo se si sta utilizzando troppo (o meno) lo smartphone. Una sorta di check up sulla smartphone dipendenza, che potrebbe fornire dei risultati particolarmente clamorosi anche in capo al più insospettabile degli utenti.

Il funzionamento di Checky è abbastanza semplice. Questa applicazione, infatti, traccia il proprio comportamento e ci indica quante volte lo smartphone è stato oggetto di controllo nell’arco della giornata. In aggiunta, Checky arricchisce le sue funzionalità di base indicandoci quali sono stati i luoghi in cui si è provveduto a controllare con maggiore frequenza il proprio cellulare. In altri termini, attraverso i dati di Checky riusciremo a sapere quante volte e per quanto tempo abbiamo utilizzato lo smartphone, e in quali occasioni abbiamo dato sfogo alla nostra passione per il cellulare.

Ad ogni modo, Checky – pur qualitativamente piuttosto gradevole – non è l’unica app di questo settore: negli ultimi mesi, complice anche il più elevato clamore che la dipendenza da smartphone ha creato in tutto il mondo (con alcuni casi patologici registrati anche in Italia) – le app che promettono di monitorare attentamente l’utilizzo di smartphone e tablet si sono moltiplicate, consentendo quindi ai propri utenti di comprendere quante volte si utilizzi il telefono, e impostando addirittura un alert che aiuta a diminuire il tempo speso dietro il piccolissimo schermo di smartphone & co.

Ma servirà questo monitoraggio a misurare il proprio impulso a controllare continuativamente lo smartphone? O la reazione a un risultato sgradito sarà quella di cancellare l’app e fare finta di niente? Ai posteri, probabilmente, l’ardua sentenza. Noi intanto abbiamo installato Checky e la stiamo utilizzando per ottimizzare un pò di sano downshifting. Ci riusciremo?

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