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Crisi per tutti, ma non per gli smartphone

crisi tlcLa lunga, lunghissima crisi del mercato delle telecomunicazioni italiano, non sembra aver coinvolto il business dei telefonini, il cui ritmo di crescita nella Penisola continua a mantenere elementi di grande positività e dinamicità. Se infatti nel 2013 i ricavi dell’intera filiera TLC tricolore sono calati del 7% a 44,7 miliardi di euro, rendendo quindi il 2013 il peggiore anno dall’inizio della crisi (convenzionalmente, e non solo, il 2008), il segmento dei telefonini pare garantire adeguate soddisfazioni ai produttori, e non solo. Ma procediamo con maggiore ordine.

Il fatturato degli operatori delle telecomunicazioni nel 2013 è calato del 10%, con un picco del 14% per la voce mobile. Un decremento che ha purtroppo avuto evidenti riflessi negativi anche per quanto concerne l’occupazione, che nel 2013, nel segmento, è calata del 2%. Complessivamente, negli ultimi cinque anni il fatturato del settore delle telecomunicazioni ha ceduto quasi 9 miliardi di euro, con un passo indietro del 17%, e con una retrocessione da quota 53,6 miliardi di euro del 2008 a 44,7 miliardi di euro del 2013.

Secondo quanto afferma il Rapporto 2014 sulle Tlc da parte dell’Asstel, tuttavia, i telefonini avrebbero garantito un buon riscontro, con generazione di ricavi in aumento del 12%, e con un boom del 23% per gli smartphone, che oggi sono in grado di coprire (quasi) il 75% del fatturato dell’intero comparto, che a fine anno ha totalizzato 4,5 miliardi di euro. Molto buona anche la crescita per i tablet, che segnano un incremento del 26%. WhatsApp & co danneggiano invece il business degli SMS, il cui numero di invii precipita del 19%.

Tra i punti maggiormente negativi nel settore, si legge nel rapporto, manca un processo normativo adeguato. Lo studio sottolinea come “occorre un quadro regolamentare chiaro e a favore dell’innovazione. Oggi il maggior ostacolo allo sviluppo dell’economia digitale è l’inadeguatezza del processo normativo, troppo lento, farraginoso e poco capace di valorizzare le novità che la filiera delle Tlc, soggetta essa stessa a un processo evolutivo, sta generando nell’economia italiana”. Per lo studio, a due anni di distanza dall’emanazione della norma primaria “Crescita 2.0”, permangono altresì “elementi di incertezza sul regolamento degli scavi per la posa in opera della fibra ottica”.

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