Smartphone

Cambiare mano permette agli smartphone di “prendere” meglio

Secondo una recente ricerca condotta per conto del Consiglio nordico, il modo in cui si impugna il telefono è determinante per quanto concerne le capacità di ricevere il segnale cellulare.

Il test, condotto per conto di uno dei forum di collaborazione dei Paesi nordici più attivi nel campo della cooperazione sociale ed economica in Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, è stato realizzato mettendo alla prova vari modelli di smartphone, inseriti all’interno di un ambiente con materiale isolante lungo le pareti, al fine di ridurre le interferenze di qualsiasi tipo. I test sono poi stati effettuati utilizzando mani e teste sintetiche, che vanno a imitare la densità della carne umana e la conduttività della pelle.

La prova principale è poi stata effettuata simulando una telefonata e misurando il segnale prodotto dallo smartphone, poi inviato al ripetitore della rete cellulare per comunicare. Ebbene, il gruppo di ricerca ha rilevato che la forza del segnale dipende dalla mano con cui si tiene lo smartphone e in alcuni casi la differenza è davvero notevole. Si prenda ad esempio in considerazione l’iPhone 6S, che passa da 8,2 decibel milliwatt (dBm) se tenuto nella mano sinistra a 15,1 dBm se tenuto nella destra.

Complessivamente, gli iPhone testati forniscono risultati che indicano una scarsa gestione del segnale, soprattutto se rapportati a quelli degli altri produttori. Eppure, è lontana l’estate 2010, quando Steve Jobs organizzò una conferenza stampa per poter affrontare il c.d. “antennagate”, ovvero il difetto di scarsa ricezione del segnale a causa del modo in cui erano disposte le antenne nel bordo del telefono…

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