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Asus abbraccia l’AdBlock Plus e lo preinstalla sugli smartphone

Asus sembra voler andare incontro alle esigenze della propria utenza, sempre più attenta a “evitare” una navigazione difficoltosa a causa dell’advertising invasivo. Di qui la scelta di installare AdBlock Plus negli smartphone e nei tablet Android venduti da Asus.

AdBlock Plus, preinstallato, verrà dunque integrato nell’Asus Browser, il software che viene utilizzato da circa 15 milioni di utenti Asus per poter navigare con serenità sul web in mobilità. La popolazione di attuali utilizzatori non è certamente ampissima (soprattutto se confrontata con altri browser come Google Chrome), ma in virtù di questa gradita novità, potrebbe incrementare i propri aficionados.

Oltre ad aumentare la potenziale platea di utilizzatori, la novità potrebbe apportare qualche primato ad Asus, visto e considerato che al momento non esistono altri programmi per poter bloccare la pubblicità, preinstallati su un qualsiasi dispositivo.

L’amministratore delegato di AdBlock Plus, ha confermato la notizia, dichiarando che si tratta di “un rinnovato appello all’innovazione nel settore della pubblicità, un appello che si fa più forte ogni giorno”.

Naturalmente, il blocco ottenuto attraverso AdBlock Plus non è totale: utilizzando l’Asus Browser con AdBlock Plus preinstallato, infatti, gli unici annunci a superare il filtro sarebbero quelli ritenuti accettabili dallo stesso software. Le aziende potranno comunque sviluppare degli annunci che siano compatibili con i relativi criteri, e successivamente attendere che siano inseriti nella lista di compatibilità.

Stando alle fonti, l’integrazione di AdBlock Plus all’interno dei dispositivi Asus avverrà già nei primi mesi del 2016. È tuttavia più ragionevole che prima della preinstallazione di AdBlock Plus, Asus possa parlare con Alphabet, la holding che gestisce Google, che a sua volta gestisce Android, sistema operativo che ricava buona parte del proprio profitto proprio dalla pubblicità online. Dunque, occorre comprendere se, effettivamente, Google possa gradire una simile novità, con il rischio che possa tagliare una preziosissima fonte di reddito.

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