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Apple e Google “blindano” i dati degli utenti

apple_logoLo scandalo Datagate è ben lungi dal dirsi esaurito, e Apple e Google hanno deciso di agire in maniera reattiva cercando di recuperare un pò di terreno perduto. La compagnia di Cuperino pochi giorni fa ha infatti annunciato che non sbloccherà più iPhone e iPad criptati, su richiesta delle forze dell’ordine o dei servizi di intelligence. Ma cosa vuol dire tutto ciò?

In termini più concreti, gli smartphone e i tablet su cui funzionerà il sistema operativo iOs8, di recente emanazione, saranno “blindati”. “I dati personali” – afferma la nota della società statunitense – “come foto, messaggi, email, allegati, contatti, la storia delle chiamate, i contenuti di iTunes, gli appunti e i promemoria sono posti sotto la protezione di codici personali. Così, a differenza dei nostri concorrenti, Apple non potrà più bypassare questi codici e perciò non potrà accedere più ai dati personali”.

L’unico “errore” dell’annotazione Apple, è che la società della Mela non sarà l’unico player del comparto ad offrire un simile servizio, considerato che Google ha appena annunciato una simile iniziativa sul proprio sistema operativo Android, nella versione presto installata sugli smartphone di nuova generazione.

Rimane da capire in che modo si concretizzerà, nell’effettività dei fatti, questa blindatura. Apple sostiene che attraverso l’introduzione di iOs8 non si potrà più forzare il sistema di sicurezza inserito dall’utente, e anche in presenza di un mandato del giudice. L’unica possibilità rimane invece in capo alla speranza che il possessore del dispositivo abbia attivato iCloud: solamente in questo caso sarà possibile fare fronte alle richieste degli investigatori.

Non solo: in un ambito di maggiore trasparenza, Apple ha pubblicato una pagina web nella quale include spiegazioni su quali sono i tipi di informazione che la società raccoglie, e per quale motivo. La società di Tim Cook, nella stessa pagina, elenca anche i rapporti di trasparenza, ovvero come, quando e perchè gestisce le richieste provenienti dalla polizia o dagli eventi governativi.

Ma riuscirà Apple, attraverso questa mossa, a proteggere più adeguatamente le informazioni dei clienti e, pertanto, cercare di recuperare l’immagine messa in discussione dopo che diverse celebrità americane hanno scoperto che gli hacker avevano avuto accesso ai loro account?

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