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Android Wear, smartwatch in arrivo da Google

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google wearAmpiamente atteso, finalmente Google sembra aver rotto gli indugi e aver impacchettato il proprio Google Android Wear, un device indossabile a metà tra lo smartphone e l’orologio, in grado di soddisfare tutti coloro i quali hanno già dimestichezza con i prodotti da polso (Gear & co.) ma lamentano la scarsa indipendenza di tali device (i quali, come noto, devono essere utilizzati in sinergia e in integrazione a uno smartphone principale, con i quali essere connessi).

Lo smartwatch Google promette miracoli, o quasi. Collegato wi-fi agli elettrodomestici di casa, tendenzialmente il device indossabile della grande G potrebbe essere in grado di fare qualsiasi cosa, dallo spegnere la televisione ad abbassare la temperatura del condizionatore, passando allo spegnimento delle luci o del computer.

Certo, di potenzialità, almeno per il momento, si parla. Ma le potenzialità – almeno per il momento – sembrano essere sufficienti, considerato che il segmento è ancora agli albori, e che occorre comunque verificare “sul campo” l’effettiva integrazione con i sensori domestici prima di poter affermare un giudizio di sostenibilità sul prodotto.

Anche senza attendere dettagli futuri, è tuttavia possibile già trarre alcune indicazioni fondamentali su quello che sarà l’uso (non certo sporadico!) di tale smartphone. Il prodotto Google può infatti porsi come sveglia, agenda personale, telefono, navigatore, monitor delle proprie attività fisiche e tanto, tanto altro ancora. Una sorta di consulente all-inclusive che vi consentirà di dire addio alla necessità di avere con voi lo smartphone, per abbracciare la nuova filosofia dello smartwatch intelligente.

La rivoluzione Google sembra essere pertanto arrivata e – a quanto pare – sarà altresì a buon mercato. Stando a quanto è stato reso noto, infatti, il cellulare “al polso” avrà un costo di circa 200 euro. Un prezzo tutto sommato abbordabile, per un device molto innovativo, e che nel corso dei prossimi mesi potrebbe altresì subire dei ribassi in grado di rendere il prodotto ancora più competitivo: molto dipenderà dall’approdo sul mercato dei concorrenti (l’iWatch di Apple è quasi alle porte) e dal responso dell’utenza internazionale a quello che si preannuncia essere come uno degli acquisti preferiti del prossimo biennio.

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