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Alla cassa si paga con il cellulare

Si chiama Felica e in Giappone è già un successo. Nel nostro Paese il sistema arriverà alla fine dell\’anno, grazie ai dispositivi mobili i-mode che sono stati sviluppati dall\’alleato nipponico Ntt Docomo

L\’«ora X» è prevista per la fine del 2007: quando Wind presenterà al mercato italiano un sistema di micropagamenti via telefonino già sperimentato con successo in Giappone con il nome di Felica. Il metodo si basa sulla tecnologia per la navigazione di internet su dispositivi mobili i-mode, sviluppata dall\’alleata nipponica Ntt Docomo, e prevede tre componenti fondamentali.

Il primo è un cellulare abilitato a i-mode; il sito web di un operatore bancario o finanziario che provvede alla registrazione degli utenti e si fa garante delle procedure di sicurezza; infine un particolare tipo di Pos (uno sportello elettronico) installato presso negozi e vetrine convenzionati.

Gli utenti si abboneranno alla versione locale di Felica (il nome italiano è ancora da definire) versando un canone mensile fra 1 e 3 euro, ripartito fra l\’operatore mobile (20%) e il content provider, e inserendo nel sito i propri dati personali, quelli del bancomat e della carta di credito cui appoggiarsi.

A quel punto, nei negozi convenzionati con Wind e per microtransazioni da 1 a 10 euro, avviarsi all\’uscita senza tirar fuori il portafogli sarà la regola. Il pagamento avviene appoggiando il telefono al Pos, grazie alla tecnologia senza fili Near field communication o Nfc (Comunicazioni a corto raggio), diversa da Rfid – Radio frequency identification, identificazione a radiofrequenza – perché capace di operare solo a contatto con gli oggetti, non a distanza.

Wind, controllata dall\’imprenditore egiziano Naguib Sawiris e guidata da Paolo Dal Pino, è il primo operatore a scommettere sui micropagamenti via cellulare nel nostro Paese, mentre in Europa farà da apripista, con un certo anticipo, la francese Bouygues. Si può però immaginare che il fronte dello shopping in movimento si farà ben presto molto caldo, dato che Vodafone e Tim, insieme a un\’altra dozzina di società riunite nella Gsm Association, stanno per definire una strategia comune.

«Si tratta» spiega a Economy Maximo Ibarra, direttore marketing mobile di Wind, «di veri e propri acquisti via carta di credito o bancomat, non basati sulle ricariche a scalare, perché la legge non lo consentirebbe. Ci muoviamo» continua Ibarra «in un\’ottica di servizio, sfruttando una tecnologia già popolare in Giappone che arricchirà la gamma delle nostre offerte per il mercato consumer, come per esempio l\’instant messaging fornito in collaborazione con Msn».

Restano da definire alcuni tasselli, a cominciare dagli accordi con i gestori di contenuti e con il retail: «Gli interlocutori ideali» commenta il direttore marketing di Wind «sono le grandi catene, che potrebbero proporre il servizio su vasta scala, ma anche le aziende di trasporti, per la vendita di biglietti, le poste o le tabaccherie».

Per il momento, tuttavia, Wind dichiara di concentrarsi sulla promozione dell\’iniziativa e sulla definizione degli accordi con i venditori. «Da loro» conclude Ibarra «ci aspettiamo molto per fare breccia presso una massa critica di utenti, composta anche da uno zoccolo duro di giovani e giovanissimi».

Fonte: Panorama

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